il direttore generale ausl
«La richiesta di deroga? Il primato della politica»
MONTECCHIO. «La deroga chiesta dalla Regione? Non poteva essere altrimenti, è la dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, della primazìa della politica». Così il direttore generale Ausl Fausto...
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MONTECCHIO. «La deroga chiesta dalla Regione? Non poteva essere altrimenti, è la dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, della primazìa della politica». Così il direttore generale Ausl Fausto Nicolini ha commentato la richiesta di deroga avanzata dall’Emilia-Romagna allo Stato per evitare la chiusura dei punti nascita al di sotto dei 500 parti l’anno, questione che riguarda l’ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti ma non solo. «La Regione ha deciso di chiedere la deroga al protocollo nonostante il parere diverso della Commissione nascita regionale. Ora la palla passa al Ministero della Salute e alla Commissione nascita nazionale – ha detto Nicolini –. La politica deciderà e sene assumerà la responsabilità, a noi tecnici resta il dovere di indicare soluzioni e soprattutto motivarle con i dati. Se dei dottori mi mandano lettere segnalando situazioni critiche, che peraltro conosco, cosa dovrei fare? Metterle in un cassetto?».
Alla domando se ritenga uno spreco di denaro tenere aperti i piccoli ospedali, Nicolini ha risposto che «il denaro c’entra poco, il problema è la sicurezza. Se si ha nostalgia delle sale travaglio di 30 anni fa, si deve tenere presente che la sicurezza al giorno d’oggi è un’altra cosa. In passato per coprire la notte si pagava un turno aggiuntivo al medico di un altro ospedale: quel medico aveva un’alta probabilità che non accadesse nulla e al mattino poteva riattaccare altrove. Oggi dopo il notturno deve per forza andare a casa».
Da parte sua Colli ha sottolineato: «Il sistema non è più sostenibile, occorre fare delle scelte. In attesa di queste scelte, Montecchio, che non ha nulla da temere perché è l’unico ospedale provinciale dove i parti aumentano, poteva pretendere subito gli specialisti. Abbiamo preferito un approccio sistemico: il 16 agosto al Franchini ci sarà l’organico necessario, proveniente da Scandiano». (am.p.)
Alla domando se ritenga uno spreco di denaro tenere aperti i piccoli ospedali, Nicolini ha risposto che «il denaro c’entra poco, il problema è la sicurezza. Se si ha nostalgia delle sale travaglio di 30 anni fa, si deve tenere presente che la sicurezza al giorno d’oggi è un’altra cosa. In passato per coprire la notte si pagava un turno aggiuntivo al medico di un altro ospedale: quel medico aveva un’alta probabilità che non accadesse nulla e al mattino poteva riattaccare altrove. Oggi dopo il notturno deve per forza andare a casa».
Da parte sua Colli ha sottolineato: «Il sistema non è più sostenibile, occorre fare delle scelte. In attesa di queste scelte, Montecchio, che non ha nulla da temere perché è l’unico ospedale provinciale dove i parti aumentano, poteva pretendere subito gli specialisti. Abbiamo preferito un approccio sistemico: il 16 agosto al Franchini ci sarà l’organico necessario, proveniente da Scandiano». (am.p.)
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