Decine di automobilisti in fila per pagare le multe
di Giuseppe Boi
Le “vittime” dell’autovelox di Budrio in coda nella sede dei vigili a Correggio La paura di tutti: sono state notificate solo le infrazioni dei primi giorni di giugno
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CORREGGIO. Decine e decine di automobilisti in fila nella sede della municipale a Correggio per pagare le multe dell’autovelox di Budrio. C’è chi ha preso due, tre, quattro multe, addirittura undici. Molti sono stati “fotografati” più volte nella stessa giornata. Tanti hanno superato il limite di 70 orari per pochi chilometri. Tutti sono terrorizzati da una prospettiva: in questi giorni l’ufficio notifiche dell’Unione pianura reggiana ha inviato le multe dei primi 15-20 giorni di giugno, così i pendolari temono l’arrivo di altre sanzioni.
A raccontarci le code e le paure degli automobilisti è uno degli almeno 12mila ”beccati” dall’autovelox. Ha ricevuto due sanzioni in pochi giorni ed è andato nella sede della municipale dell’Unione dei comuni con la vana speranza che qualche multa si possa annullare. «Sono andato subito dai vigili per pagare il minimo sanzionatorio effettuando il versamento entro cinque giorni – racconta –. La centrale era piena di gente e mi sono dovuto mettere in fila. Ci sono due signore a cui sono state notificate 11 multe. Molti altri ne devono pagare due, quattro, otto. Tutti abbiamo chiesto se era possibile ridurle e, soprattutto sapere se ne sarebbero arrivate altre, visto che le notifiche erano di 15 giorni prima. Abbiamo incassato due no: le multe vanno pagate tutte e non si può sapere se dovremo pagarne altre».
L’automobilista è consapevole di aver infranto la legge, ma questo non toglie l’amarezza. «Sapevo dell’autovelox di Budrio – ammette –. Su quella strada passo, tra andata e ritorno, quattro volte al giorno. In quel punto non sono mai andato troppo veloce per via delle case a ridosso della strada: non ci sono marciapiedi e ciclabili. A volte sì è sovrappensiero e se non si guarda il tachimetro può succedere di superare il limite. Io l’ho fatto due volte in due settimana: la prima sono passato a 74 chilometri orari, la seconda a 79».
Pochi chilometri orari che gli costano un esborso non previsto e qualche punto sulla patente. «Come me nella caserma dei vigili c’erano tante altre persone – continua –. Automobilisti “normali” non pirati della strada, quasi tutti pendolari che di li passano tutti i giorni, a volte in ritardo sul lavoro perché, magari, hanno bambini che proprio quella mattina non ne volevano sapere di vestirsi. Ho superato il limite di velocità e ho pagato entrambe le sanzioni ma sono tornato a casa, lo ammetto, un po’ frustrato e pensando: i Comuni hanno proprio bisogno di soldi. dallo Stato non ne arrivano e mettono sugli Autovelox».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A raccontarci le code e le paure degli automobilisti è uno degli almeno 12mila ”beccati” dall’autovelox. Ha ricevuto due sanzioni in pochi giorni ed è andato nella sede della municipale dell’Unione dei comuni con la vana speranza che qualche multa si possa annullare. «Sono andato subito dai vigili per pagare il minimo sanzionatorio effettuando il versamento entro cinque giorni – racconta –. La centrale era piena di gente e mi sono dovuto mettere in fila. Ci sono due signore a cui sono state notificate 11 multe. Molti altri ne devono pagare due, quattro, otto. Tutti abbiamo chiesto se era possibile ridurle e, soprattutto sapere se ne sarebbero arrivate altre, visto che le notifiche erano di 15 giorni prima. Abbiamo incassato due no: le multe vanno pagate tutte e non si può sapere se dovremo pagarne altre».
L’automobilista è consapevole di aver infranto la legge, ma questo non toglie l’amarezza. «Sapevo dell’autovelox di Budrio – ammette –. Su quella strada passo, tra andata e ritorno, quattro volte al giorno. In quel punto non sono mai andato troppo veloce per via delle case a ridosso della strada: non ci sono marciapiedi e ciclabili. A volte sì è sovrappensiero e se non si guarda il tachimetro può succedere di superare il limite. Io l’ho fatto due volte in due settimana: la prima sono passato a 74 chilometri orari, la seconda a 79».
Pochi chilometri orari che gli costano un esborso non previsto e qualche punto sulla patente. «Come me nella caserma dei vigili c’erano tante altre persone – continua –. Automobilisti “normali” non pirati della strada, quasi tutti pendolari che di li passano tutti i giorni, a volte in ritardo sul lavoro perché, magari, hanno bambini che proprio quella mattina non ne volevano sapere di vestirsi. Ho superato il limite di velocità e ho pagato entrambe le sanzioni ma sono tornato a casa, lo ammetto, un po’ frustrato e pensando: i Comuni hanno proprio bisogno di soldi. dallo Stato non ne arrivano e mettono sugli Autovelox».
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