Ragazzi dell’Enza nelle Marche terremotate
Montecchio, i giovani dell’oratorio di Don Bosco per una settimana nella tendopoli di Arquata
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MONTECCHIO. Una quarantina di ragazzi tra i 15 ed i 16 anni, provenienti dalle parrocchie di Montecchio e da altre della Val d’Enza hanno visitato Arquata del Tronto in provincia di Ascoli Piceno, uno dei paesi maggiormente colpiti dal terremoto dello scorso agosto.
I ragazzi, di cui si occupa il giovane prete, Don Giancarlo Minotta, sono rimasti ad Arquata per una settimana, durante la quale hanno condiviso con i coetanei piceni l’esperienza del terremoto, dormendo nelle tendopoli, e trasferito loro l’esperienza maturata nell’oratorio Don Bosco di Montecchio.
La visita rientra nel progetto ideato dalla Diocesi di Ascoli, che ha pensato un campus di formazione e servizio a favore delle popolazioni colpite dal terremoto. Da inizio luglio – e fino al 26 agosto – saranno 900 i giovani provenienti da tutta Italia che si recheranno sul posto per dare una mano a chi ha perso tutto.
Il progetto, il cui nome è “Laboratorio della speranza”, interesserà, oltre ad Arquata, anche Venarotta, Roccafluvione, Acquasanta, Folignano, Maltignano e Montegallo e prevede animazioni, servizi socio sanitari e coordinamento logistico a favore delle famiglie interessate. L’iniziativa, coinvolge infatti anche gli adulti che hanno deciso di accompagnare i proprio figli.
La comunità enzana ha risposto immediatamente alla proposta della diocesi di Ascoli Piceno e del vescovo, don Giovanni D’Ercole, che non ha tardato a far arrivare il proprio messaggio di ringraziamento ai ragazzi che hanno deciso di spendere tempo, e risorse, a favore dei coetanei meno fortunati che, a causa del sisma di quasi un anno fa, vino ancora in una situazione di emergenza e difficoltà. (a.z.)
I ragazzi, di cui si occupa il giovane prete, Don Giancarlo Minotta, sono rimasti ad Arquata per una settimana, durante la quale hanno condiviso con i coetanei piceni l’esperienza del terremoto, dormendo nelle tendopoli, e trasferito loro l’esperienza maturata nell’oratorio Don Bosco di Montecchio.
La visita rientra nel progetto ideato dalla Diocesi di Ascoli, che ha pensato un campus di formazione e servizio a favore delle popolazioni colpite dal terremoto. Da inizio luglio – e fino al 26 agosto – saranno 900 i giovani provenienti da tutta Italia che si recheranno sul posto per dare una mano a chi ha perso tutto.
Il progetto, il cui nome è “Laboratorio della speranza”, interesserà, oltre ad Arquata, anche Venarotta, Roccafluvione, Acquasanta, Folignano, Maltignano e Montegallo e prevede animazioni, servizi socio sanitari e coordinamento logistico a favore delle famiglie interessate. L’iniziativa, coinvolge infatti anche gli adulti che hanno deciso di accompagnare i proprio figli.
La comunità enzana ha risposto immediatamente alla proposta della diocesi di Ascoli Piceno e del vescovo, don Giovanni D’Ercole, che non ha tardato a far arrivare il proprio messaggio di ringraziamento ai ragazzi che hanno deciso di spendere tempo, e risorse, a favore dei coetanei meno fortunati che, a causa del sisma di quasi un anno fa, vino ancora in una situazione di emergenza e difficoltà. (a.z.)
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