Gazzetta di Reggio

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Squilibrato inneggia ad Allah: è panico

di Enrico Lorenzo Tidona
Squilibrato inneggia ad Allah: è panico

Un pakistano in mezzo alla strada non si ferma all’alt dei carabinieri. Era scappato dal Diagnosi e Cura: bloccato a Ospizio

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REGGIO EMILIA. Camminava scalzo, le braccia alzate sopra la testa, i palmi rivolti in avanti e le dita staccate le une delle altre, tutto proteso verso il cielo, mentre inneggiava al suo dio: «Allah, Allah, Allah». C’è chi dice di aver sentito anche l’ormai noto «Allahu akbar». Un urlo avvertito da lontano dai passanti tra viale Risorgimento e Ospizio, presi dal panico e che ieri mattina hanno assistito «a un’improvvisa scena da film». Frase, quest’ultima, pronunciata ieri da un testimone che abbiamo incrociato poco dopo il blitz dei carabinieri scattato ieri mattina alle 8.30 in via Emilia Ospizio, dove è stato bloccato un ragazzo pakistano di 25 anni – scoperto poi essere scappato dal servizio psichiatrico del Diaginosi e Cura di viale Risorgimento – che camminava e urlava nel bel mezzo della strada.

La fuga dal reparto situato davanti all’ospedale non ha ancora una spiegazione chiara ma non era certo nota ai passanti che man mano stavano popolando il grande viale alberato: c’è chi andava al bar a fare colazioni, chi si stava recando in chiesa per la messa del mattino. Il 25enne era stato subito notato da viale Risorgimento mentre camminava senza scarpe né calzini in mezzo alla carreggiata fortunatamente semideserta trattandosi di domenica mattina. Uno squilibrato scambiato per un pericoloso fanatico. Giunta la richiesta di intervento da parte di alcuni passanti una gazzella dei carabinieri si è diretta verso la zona stazione per intercettare l’uomo che camminava lungo la linea di mezzeria urlando frasi ad Allah. La prima pattuglia dei carabinieri del Radiomobile ha intercettato l’uomo che continuava a camminare e urlare senza sosta e, soprattutto, senza fermarsi agli alt lanciati dai militari. La situazione si è fatta subito tesa: alcuni passanti si sono dileguati quando l’uomo ha imboccato via Emilia Ospizio da Piazza del Tricolore. Lui in mezzo alla carreggiata, con le braccia alzate, e pochi passi dietro la pattuglia dei carabinieri che lo seguiva in attesa probabilmente di rinforzi, come ricostruito poi dai residenti che si sono affacciati dalle finestre una volta sentito il trambusto. L’uomo, una volta arrivato all’altezza della Gelateria 90, ha girato verso sinistra imboccando via Vecchi. In quel momento sono giunte altre due pattuglie dei carabinieri, che si sono unite alla prima. I militari sono scesi dalle auto, manganelli in mano, intimando all’uomo di fermarsi. Niente: agli alt non ha prestato ascolto, sordo a qualsiasi richiamo. I militari sono stati costretti al corpo a corpo: hanno braccato l’uomo, bloccandolo e ammanettandolo a terra, sempre sotto gli occhi dei residenti che hanno fatto capolino dalle case di via Vecchi. Una volta bloccato l’uomo non ha più opposto resistenza. Nel frattempo è giunta sul posto un’ambulanza del 118. L’uomo è stato riconosciuto come quello fuggito: è stato affidato ai sanitari che lo hanno ricondotto al Diagnosi e Cura, dove era stato ricoverato il giorno prima.

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