Strade reggiane, un bollettino di guerra
Sono 1.814 gli incidenti avvenuti nel 2016 in provincia, con 34 morti e 2.519 feriti. Statistiche in calo rispetto al 2015
REGGIO EMILIA. Un totale di 1.814 incidenti in un anno, pari a quasi cinque incidenti al giorno, 34 morti e 2.519 feriti. Numeri in calo rispetto al 2015, ma che testimoniano come le strade reggiane anche nel 2016 abbiano continuato a registrare cifre da bollettino di guerra. È quanto emerge dai dati provvisori pubblicati dell’Istat e diffusi dall’Ufficio statistico della Regione: una fotografia completa del tasso di incidentalità delle nostre strade, che in Emilia-Romagna si collocano al terzo posto per numero di incidenti avvenuti in anno.
Nel 2016, il maggior numero di incidenti è avvenuto nella provincia di Bologna (3.898), seguita dalla provincia di Modena (2.818) e da Reggio Emilia (1.814), dove si è registrato un calo del -2,6% rispetto ai dati diffusi nel 2015. Calano nella nostra provincia anche i morti sulle strade, con una diminuzione del -12,8%. E, secondo il report regionale, è in diminuzione anche il numero dei feriti. Su questo versante, il calo più elevato è a Ravenna (-6,6%). Reggio, invece, con un -3,2%, si colloca al secondo posto regionale, seguita da Ferrara (-2,2%).
In tutta la regione, nel 2016 ci sono stati 17.404 incidenti, con 306 decessi e 23.592 feriti. Complessivamente, secondo quanto diffuso dall’Ufficio statistico della Regione, in Emilia-Romagna i decessi sono calati del 6%, pari a 20 morti in meno rispetto al 2015. I feriti sono scesi invece dello 0,8%, mentre il numero di incidenti a livello regionale si mantiene costante, con un lieve aumento dello 0,1%. Tra le vittime aumentano ancora gli utenti deboli, cioè motociclisti, ciclisti e pedoni, mentre la categoria più colpita è quella degli over 65.
Il più alto calo di mortalità si è verificato nella provincia di Parma (-34,4%), seguita da quella di Piacenza (-25%) e da Modena (-14%). In aumento, invece, i decessi sulle strade di Bologna (3,1%) e soprattutto di Forlì-Cesena (41,7%). In Emilia-Romagna viene comunque confermata la tendenza alla diminuzione della mortalità sulle strade – con un -24% rispetto al 2010 – che avvicina la nostra Regione all’obiettivo del Programma europeo di azione per la sicurezza stradale, nel quale è prevista la riduzione dei feriti e il dimezzamento del numero di morti entro il 2020.
«Rispetto al 2016 il dato significativo è quel 6% di vittime in meno e quasi l’1% dei feriti – commenta l’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini – Sul territorio, la situazione è a macchia di leopardo ma complessivamente il dato continua a diminuire. Pensiamo che tutte le iniziative e gli investimenti fatti fino ad ora contino: in due anni abbiamo investito 30 milioni di euro in interventi per trasformare i “black point” (letteralmente “punti neri”, ad indicare punti particolarmente pericolosi, ndr) sulle strade in “white point” (letteralmente “punti bianchi”, ovvero sicuri, ndr). Non abbiamo intenzione di fermarci». Per Donini, «è sempre difficile guardare a dati che parlano di vittime con soddisfazione. Ed è proprio per questo la Regione continuerà a investire in sicurezza, un impegno che per noi è politico e programmatico ma anche culturale e etico».
Per quanto riguarda la tipologia di strade, il maggior numero di incidenti, pari al 72%, si registra in ambito urbano, mentre in termini di mortalità sono le strade extraurbane a segnare la quota maggiore, con il 55% dei decessi.
Nel primo caso, quindi, le strade risultano meno pericolose, con una media regionale di un morto e 126 feriti ogni cento incidenti. L’autostrada, al contrario, ha un rapporto di mortalità quasi quadruplo.
Superiori alla media anche le altre strade extraurbane, con tassi di mortalità del 3,5% per le comunali, del 3,7% per le provinciali e del 3% per le statali .
Guardando alle persone coinvolte, in particolare per quanto riguarda i decessi, la classe di età più colpita è quella degli over 65 che, da soli, rappresentano il 37% delle vittime. Seguono le classi di età 40-64 con il 33%, 18-39 con il 25% delle vittime e una riduzione del 10% rispetto ai valori del 2014. Chiudono gli under 18 che rappresentano poco meno del 4% dei soggetti deceduti.
Le persone vittime di incidenti mortali nel 42% dei casi viaggiavano a bordo di un’auto, nel 16% in moto e nel 14% in bici, mentre il 18% erano pedoni: i dati confermano che il numero più altro di vittime si trova, sia in valore assoluto sia in termini percentuali, tra gli utenti deboli che passano dagli 88 del 2014 (27% sul totale dei deceduti) ai 97 del 2015 (32%)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
