In fumo 300 rotoballe, fienile inagibile
di Ambra Prati
Nella notte pompieri impegnati per ore in un’azienda agricola. Danni da 20mila euro, non si esclude l’origine dolosa
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CASTELLARANO. Una montagna di rotoballe in fiamme, accese come tanti bracieri nella notte e visibili a chilometri di distanza. Questo l’incendio che nella notte ha svegliato la frazione di Montebabbio di Castellarano, dove sono andate in fumo ben 300 rotoballe di fieno di un’azienda agricola. La struttura in acciaio dov’erano riposte le rotoballe è stata dichiarata inagibile.
È accaduto in via Canicchio 18, unica strada dell’omonima frazione, in un terreno che costeggia la strada principale. Lì è stato stoccato un ingente quantitativo di rotoballe all’interno di una sorta di hangar, una struttura in acciaio simile a quella degli aerei, dove la paglia era al riparo dalle intemperie. Pare che a lanciare l’allarme, verso la mezzanotte tra domenica e lunedì, sia stato un fittavolo dell’appezzamento che ha notato alte fiamme levarsi dalla struttura e che ha subito chiesto aiuto.
Sul posto, vista l’alta infiammabilità del materiale, la centrale operativa del 115 ha inviato due squadre di vigili del fuoco da Reggio più l’autobotte, per un totale di una decina di uomini. Le operazioni di spegnimento si sono subito rivelate lunghe e complesse, per via della copertura e della conformazione dell’hangar, che ha determinato un “effetto galleria”: le fiamme hanno continuato ad autoalimentarsi guadagnando terreno. I pompieri hanno dovuto lavorare tutta la notte, prima per aver ragione dell’incendio e poi per smassare il fieno (c’è stato il rischio a più riprese che le fiamme riprendessero), infine per bonificare l’area e verificare la stabilità della struttura. Solo ieri mattina alle 10 le squadre hanno potuto far rientro a Reggio, dopo un lavoro impegnativo non stop durato dieci ore.
Sull’origine delle fiamme rimangono aperte varie ipotesi, come hanno messo a verbale i carabinieri che hanno assistito all’intervento. Il proprietario dell’azienda agricola, Pellegrino Busani, ha espresso perplessità sulle cause. Da parte dei pompieri però c’è la massima prudenza: ieri mattina la squadra speciale di tecnici del 115 ha eseguito un sopralluogo. Secondo questi ultimi, il dolo non può essere escluso ma non sono stati rinvenuti elementi nemmeno che lo confermino: si indaga a 360 gradi. L’unica certezza è che l’hangar è stato dichiarato inagibile e dovrà essere ripristinato: un costo che si aggiungerà ai 20mila euro di danni, solo per il fieno perso.
Nella tarda mattinata di ieri, anche il sindaco di Castellarano Giorgio Zanni si è recato di persona a Montebabbio. «Sono andato a verificare l’accaduto e a sincerarmi che non ci fosse pericolo, ma ormai l’emergenza è passata – ha detto il primo cittadino –. È stato davvero un incendio di grosse proporzioni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
È accaduto in via Canicchio 18, unica strada dell’omonima frazione, in un terreno che costeggia la strada principale. Lì è stato stoccato un ingente quantitativo di rotoballe all’interno di una sorta di hangar, una struttura in acciaio simile a quella degli aerei, dove la paglia era al riparo dalle intemperie. Pare che a lanciare l’allarme, verso la mezzanotte tra domenica e lunedì, sia stato un fittavolo dell’appezzamento che ha notato alte fiamme levarsi dalla struttura e che ha subito chiesto aiuto.
Sul posto, vista l’alta infiammabilità del materiale, la centrale operativa del 115 ha inviato due squadre di vigili del fuoco da Reggio più l’autobotte, per un totale di una decina di uomini. Le operazioni di spegnimento si sono subito rivelate lunghe e complesse, per via della copertura e della conformazione dell’hangar, che ha determinato un “effetto galleria”: le fiamme hanno continuato ad autoalimentarsi guadagnando terreno. I pompieri hanno dovuto lavorare tutta la notte, prima per aver ragione dell’incendio e poi per smassare il fieno (c’è stato il rischio a più riprese che le fiamme riprendessero), infine per bonificare l’area e verificare la stabilità della struttura. Solo ieri mattina alle 10 le squadre hanno potuto far rientro a Reggio, dopo un lavoro impegnativo non stop durato dieci ore.
Sull’origine delle fiamme rimangono aperte varie ipotesi, come hanno messo a verbale i carabinieri che hanno assistito all’intervento. Il proprietario dell’azienda agricola, Pellegrino Busani, ha espresso perplessità sulle cause. Da parte dei pompieri però c’è la massima prudenza: ieri mattina la squadra speciale di tecnici del 115 ha eseguito un sopralluogo. Secondo questi ultimi, il dolo non può essere escluso ma non sono stati rinvenuti elementi nemmeno che lo confermino: si indaga a 360 gradi. L’unica certezza è che l’hangar è stato dichiarato inagibile e dovrà essere ripristinato: un costo che si aggiungerà ai 20mila euro di danni, solo per il fieno perso.
Nella tarda mattinata di ieri, anche il sindaco di Castellarano Giorgio Zanni si è recato di persona a Montebabbio. «Sono andato a verificare l’accaduto e a sincerarmi che non ci fosse pericolo, ma ormai l’emergenza è passata – ha detto il primo cittadino –. È stato davvero un incendio di grosse proporzioni».
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