«Ringrazio tutti i miei maestri»
La soddisfazione del professore: «Motivo di orgoglio per me e il mio ateneo»
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REGGIO EMILIA . «È un riconoscimento molto importante per il lavoro fatto, del quale sono molto onorato. Spero di continuare ancora a fare del buono anche in futuro. Ringrazio i miei maestri».
Si trova a Tallinn, in Estonia, a un meeting internazionale nel quale è stato chiamato a rappresentare l’Italia. Per il professore Alberto Melloni, di fatto, si tratta della prima uscita pubblica da socio dell’Accademia dei Lincei, sebbene la nomina ufficiale avverrà soltanto a novembre, nel corso di una cerimonia ufficiale a Roma.
È qui che ha sede la più antica e prestigiosa accademia del mondo, nata nel 1603 da Federico Cesi, Francesco Stelluti, Anastasio De Filiis e Johannes van Heeck, con lo scopo di costituire una sede di incontri rivolti allo sviluppo delle scienze. Il nome dell’Accademia si richiama all’acutezza che deve avere la vista di coloro che si dedicano alle scienze, proprietà fisiologica che leggendariamente caratterizza la lince.
Un’acutezza che Giuseppe Galasso, decano degli storici italiani, ha riconosciuto proprio nella figura di Melloni, proponendo il suo nome come nuovo socio dell’Accademia.
La proposta è stata sostenuta anche da Tullio Gregory, filosofo e inventore del festival Filosofia di Modena, conosciuto durante la proficua esperienza alla Treccani, durante la presidenza di Giuliano Amato: «Li ringrazio – spiega Melloni, raggiunto telefonicamente dalla Gazzetta di Reggio – La selezione, dopo la proposta di un socio, avviene attraverso una procedura molto rigorosa. Mi lusinga molto che abbiano pensato a me. I soci devono esser proposti e accettati dalla classe a cui appartengono, poi devono essere votati dalla classe di scienze morali. Infine c’è l’ultima votazione, aperta a tutti, in cui c’è un quorum. Sabato ho ricevuto la comunicazione».
Per il docente reggiano, titolare della cattedra Unimore di Storia del cristianesimo e delle chiese, un pensiero è rivolto soprattutto ai suoi maestri, figure che hanno influito nella sua formazione, compagni di strada affiancati nel percorso che ha condotto Melloni a tagliare questo prestigioso traguardo, probabilmente il più importante al mondo per un accademico e studioso: «Non posso non ringraziare Giuseppe Alberigo, storico della chiesa italiana e docente a Bologna, Brian Tierney della Cornell University a New York e Jean Marie Tillard, teologo a Friburgo. È motivo per me di grande soddisfazione questa nomina, la prima per l’Unimore nella classe delle Scienze morali. Sono stato felice per me, per il mio ateneo e per gli istituti in cui ho lavorato e lavoro, come la Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII». (e.spa.)
Si trova a Tallinn, in Estonia, a un meeting internazionale nel quale è stato chiamato a rappresentare l’Italia. Per il professore Alberto Melloni, di fatto, si tratta della prima uscita pubblica da socio dell’Accademia dei Lincei, sebbene la nomina ufficiale avverrà soltanto a novembre, nel corso di una cerimonia ufficiale a Roma.
È qui che ha sede la più antica e prestigiosa accademia del mondo, nata nel 1603 da Federico Cesi, Francesco Stelluti, Anastasio De Filiis e Johannes van Heeck, con lo scopo di costituire una sede di incontri rivolti allo sviluppo delle scienze. Il nome dell’Accademia si richiama all’acutezza che deve avere la vista di coloro che si dedicano alle scienze, proprietà fisiologica che leggendariamente caratterizza la lince.
Un’acutezza che Giuseppe Galasso, decano degli storici italiani, ha riconosciuto proprio nella figura di Melloni, proponendo il suo nome come nuovo socio dell’Accademia.
La proposta è stata sostenuta anche da Tullio Gregory, filosofo e inventore del festival Filosofia di Modena, conosciuto durante la proficua esperienza alla Treccani, durante la presidenza di Giuliano Amato: «Li ringrazio – spiega Melloni, raggiunto telefonicamente dalla Gazzetta di Reggio – La selezione, dopo la proposta di un socio, avviene attraverso una procedura molto rigorosa. Mi lusinga molto che abbiano pensato a me. I soci devono esser proposti e accettati dalla classe a cui appartengono, poi devono essere votati dalla classe di scienze morali. Infine c’è l’ultima votazione, aperta a tutti, in cui c’è un quorum. Sabato ho ricevuto la comunicazione».
Per il docente reggiano, titolare della cattedra Unimore di Storia del cristianesimo e delle chiese, un pensiero è rivolto soprattutto ai suoi maestri, figure che hanno influito nella sua formazione, compagni di strada affiancati nel percorso che ha condotto Melloni a tagliare questo prestigioso traguardo, probabilmente il più importante al mondo per un accademico e studioso: «Non posso non ringraziare Giuseppe Alberigo, storico della chiesa italiana e docente a Bologna, Brian Tierney della Cornell University a New York e Jean Marie Tillard, teologo a Friburgo. È motivo per me di grande soddisfazione questa nomina, la prima per l’Unimore nella classe delle Scienze morali. Sono stato felice per me, per il mio ateneo e per gli istituti in cui ho lavorato e lavoro, come la Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII». (e.spa.)
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