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Un presidio per la libertà di informazione

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In udienza anche il presidente del sindacato dei giornalisti dopo gli attacchi al mondo della stampa

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REGGIO EMILIA. Giuseppe Giulietti, presidente del sindacato dei giornalisti (Fnsi), sarà presente quest’oggi durante l’udienza del processo Aemilia. Il sindacato ha deciso infatti di stare vicino ai tanti colleghi impegnati nel processo contro la ’ndrangheta, durante il quale sono stati registrati attacchi da parte degli imputati. Dopo la richiesta di escludere la stampa dall’aula presentata a inizio anno, è giunto durante l’udienza del 13 luglio l’urlo dalle gabbie «giornalisti in galera». Una intimidazione dopo la quale è scattata la solidarietà da parte del sindacato nazionale dei giornalisti così come delle istituzioni reggiane e nazionali in difesa del diritto di informazione. «Sarebbe un gravissimo errore sottovalutare le nuove minacce che gli imputati nel processo Aemilia e i loro legali hanno rivolto, e non è la prima volta che accade, nei confronti dei cronisti. Non è tollerabile che si possano usare persino le aule di giustizia per tentare di intimidire chi svolge il proprio mestiere di informare i cittadini». Così il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso, Giulietti e la presidente dell’Associazione Stampa Emilia Romagna, Serena Bersani, intervengono sull’episodio avvenuto al processo Aemilia, dove l’avvocato Stefano Vezzadini, aveva accusato la stampa «di scrivere cose non vere».

Accuse poi riprese dai detenuti che dalle gabbie hanno urlato «in galera», «scrivono sempre cose false». Lo scontro con la stampa al processo Aemilia non è una novità. Il 17 gennaio Sergio Bolognino, a nome di tutti gli imputati, aveva letto una dichiarazione nella quale chiedeva al presidente di celebrare il processo a porte chiuse, per porre fine al «linciaggio mediatico».

Gli imputati se la prendevano anche con la presenza delle scolaresche e con le associazioni, come le Agende Rosse e Libera, che seguono il dibattimento e ne danno conto su Facebook. «Non solo siamo solidali con i colleghi – proseguono i rappresentanti del sindacato dei giornalisti –, ma concorderemo con tutti i giornalisti coinvolti la nostra presenza alle prossime udienze del processo e inoltre promuoveremo un’iniziativa pubblica a sostegno dei cronisti minacciati e, soprattutto, a sostegno del diritto dei cittadini ad essere informati su quanto accade nelle loro città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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