È morto Schiatti, imprenditore dell’auto
di Ambra Prati
Correggio, Ernesto “Ettore” partì come taxista e fondò l’impero di concessionari. Stamattina l’addio
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CORREGGIO. È morto lunedì pomeriggio, nella sua casa di Correggio, Ernesto Schiatti, detto “Ettore”, 80 anni, il fondatore della dinastia di gestori di concessionarie d’auto.
Originario di Fosdondo, proveniente da una famiglia contadina molto unita (sono sette tra fratelli e sorelle), Ernesto ha iniziato negli ’60 a fare il taxista. L’esordio della sua lunga carriera imprenditoriale è avvenuto quando ha venduto il suo taxi, poi seguito dalla cessione di altre vetture. Un inizio quasi fortuito, che lo ha rapidamente portato ad aprire una piccola sede a Correggio, seguita da una seconda sede più ampia e infine da un terzo autosalone che esiste ancor oggi, sulla statale che da Correggio porta a Carpi, che lo ha lanciato nell’olimpo delle macchine di lusso.
L’attività di compravendita auto è poi cresciuta sempre più, portata avanti da una parte della famiglia, che oggi conta un impero di concessionarie che si snoda fra più province, rendendo famoso il cognome Schiatti in tutta l’Emilia. «Ernesto è stato uno dei primi a capire che occorreva fornire la garanzia quando ancora non lo faceva nessuno – spiegano i suoi cari –. Così come è stato un precursore nel campo delle auto di lusso e della concezione moderna di grande autosalone».
Un fiuto per gli affari che è andato di pari passo con un carattere estroverso, ottimista, sempre pronto a rischiare in nuovi investimenti: la chiave dell’essere diventato un self made man. «Il suo carattere estroverso, socievole, sempre pronto alla battuta, ha fatto sì che, anche al di fuori del lavoro, lo conoscessero tutti. Ha avuto un buon rapporto anche con i dipendenti: c’è chi ha iniziato a lavorare con lui ed è arrivato fino alla pensione, senza mai voler cambiare».
Una vita passata tra lavoro e famiglia, le sue uniche passioni: ha diretto la concessionaria fino al mese scorso, nonostante le condizioni di salute. Schiatti soffriva di una malattia incurabile che pareva superata, poi il ripresentarsi dello stato acuto. Dopo un ricovero e un ciclo di cure al Core di Reggio, negli ultimi giorni è tornato a casa, dove è venuto a mancare.
Ernesto Schiatti lascia la moglie Mirella, i figli Sabrina e Tienno, il nipote Filippo, i fratelli, le sorelle e i numerosi parenti. Il funerale, a cura delle Onoranze Cabassi, avrà luogo stamattina alle 9 partendo dalla camera mortuaria dell’ospedale di Correggio per la chiesa parrocchiale di Fosdondo e poi il cimitero locale.
Ambra Prati
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Originario di Fosdondo, proveniente da una famiglia contadina molto unita (sono sette tra fratelli e sorelle), Ernesto ha iniziato negli ’60 a fare il taxista. L’esordio della sua lunga carriera imprenditoriale è avvenuto quando ha venduto il suo taxi, poi seguito dalla cessione di altre vetture. Un inizio quasi fortuito, che lo ha rapidamente portato ad aprire una piccola sede a Correggio, seguita da una seconda sede più ampia e infine da un terzo autosalone che esiste ancor oggi, sulla statale che da Correggio porta a Carpi, che lo ha lanciato nell’olimpo delle macchine di lusso.
L’attività di compravendita auto è poi cresciuta sempre più, portata avanti da una parte della famiglia, che oggi conta un impero di concessionarie che si snoda fra più province, rendendo famoso il cognome Schiatti in tutta l’Emilia. «Ernesto è stato uno dei primi a capire che occorreva fornire la garanzia quando ancora non lo faceva nessuno – spiegano i suoi cari –. Così come è stato un precursore nel campo delle auto di lusso e della concezione moderna di grande autosalone».
Un fiuto per gli affari che è andato di pari passo con un carattere estroverso, ottimista, sempre pronto a rischiare in nuovi investimenti: la chiave dell’essere diventato un self made man. «Il suo carattere estroverso, socievole, sempre pronto alla battuta, ha fatto sì che, anche al di fuori del lavoro, lo conoscessero tutti. Ha avuto un buon rapporto anche con i dipendenti: c’è chi ha iniziato a lavorare con lui ed è arrivato fino alla pensione, senza mai voler cambiare».
Una vita passata tra lavoro e famiglia, le sue uniche passioni: ha diretto la concessionaria fino al mese scorso, nonostante le condizioni di salute. Schiatti soffriva di una malattia incurabile che pareva superata, poi il ripresentarsi dello stato acuto. Dopo un ricovero e un ciclo di cure al Core di Reggio, negli ultimi giorni è tornato a casa, dove è venuto a mancare.
Ernesto Schiatti lascia la moglie Mirella, i figli Sabrina e Tienno, il nipote Filippo, i fratelli, le sorelle e i numerosi parenti. Il funerale, a cura delle Onoranze Cabassi, avrà luogo stamattina alle 9 partendo dalla camera mortuaria dell’ospedale di Correggio per la chiesa parrocchiale di Fosdondo e poi il cimitero locale.
Ambra Prati
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