luzzara
Il saluto reggiano al piccolo Ali
Preghiera per il 12enne annegato, prima del rimpatrio della salma
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LUZZARA. È il giorno dell’addio al piccolo Ali Hassnain, il pakistano di 12 anni annegato una decina di giorni fa in un canale di bonifica di via Villa Superiore. Dopo il rinvenimento, domenica passata, della sua bicicletta sul canale e delle ciabatte, il giorno dopo il corpo del bambino venne trovato in quello stesso canale ma a quasi due chilometri di distanza, già in territorio mantovano.
Questa sera alle 18.30, alle camere ardenti dell’ospedale di Guastalla, si svolgerà un momento di preghiera. Si prevede una grande partecipazione, da parte della comunità pakistana ma anche delle autorità luzzaresi, dei compagni di classe e di semplici cittadini, che hanno partecipato alla raccolta fondi per il rientro della salma nel paese d’origine.
La tradizione islamica richiede funerali semplici; non si usano lapidi né mausolei, non si usa mettere la foto del defunto o fiori vicino al corpo.
Nonostante la sofferenza, il momento della morte è vissuto dai musulmani con un atteggiamento dignitoso senza troppa esternazione del dolore: è consentito il pianto ma non manifestazioni più evidenti come gridare, battersi il corpo, strapparsi vestiti o capelli, poiché la disperazione è segno di poca fede in Dio.
Ali, come prevede l’Islam, sarà lavato da familiari o amici intimi, secondo il rituale prescritto: la testa e la parte superiore del corpo verrà leggermente sollevata per permettere all’acqua di scorrere verso il basso. Il lavaggio viene effettuato un numero dispari di volte; l’ultima volta si aggiunge canfora o qualche profumo. Poi il corpo viene profumato con incenso ed avvolto in un sudario bianco di stoffa semplice, fatto da tre lenzuoli per gli uomini e cinque per le donne. Terminato il rito del lavaggio inizia la preghiera collettiva, la Salatul Janazah, con cui si chiede perdono per i peccati e si chiede ad Allah di avere misericordia del piccolo.
Dopo il rito funebre, la salma del bimbo verrà rimpatriata venerdì prossimo in Pakistan, per essere sepolto in un cimitero musulmano. (m.p.)
Questa sera alle 18.30, alle camere ardenti dell’ospedale di Guastalla, si svolgerà un momento di preghiera. Si prevede una grande partecipazione, da parte della comunità pakistana ma anche delle autorità luzzaresi, dei compagni di classe e di semplici cittadini, che hanno partecipato alla raccolta fondi per il rientro della salma nel paese d’origine.
La tradizione islamica richiede funerali semplici; non si usano lapidi né mausolei, non si usa mettere la foto del defunto o fiori vicino al corpo.
Nonostante la sofferenza, il momento della morte è vissuto dai musulmani con un atteggiamento dignitoso senza troppa esternazione del dolore: è consentito il pianto ma non manifestazioni più evidenti come gridare, battersi il corpo, strapparsi vestiti o capelli, poiché la disperazione è segno di poca fede in Dio.
Ali, come prevede l’Islam, sarà lavato da familiari o amici intimi, secondo il rituale prescritto: la testa e la parte superiore del corpo verrà leggermente sollevata per permettere all’acqua di scorrere verso il basso. Il lavaggio viene effettuato un numero dispari di volte; l’ultima volta si aggiunge canfora o qualche profumo. Poi il corpo viene profumato con incenso ed avvolto in un sudario bianco di stoffa semplice, fatto da tre lenzuoli per gli uomini e cinque per le donne. Terminato il rito del lavaggio inizia la preghiera collettiva, la Salatul Janazah, con cui si chiede perdono per i peccati e si chiede ad Allah di avere misericordia del piccolo.
Dopo il rito funebre, la salma del bimbo verrà rimpatriata venerdì prossimo in Pakistan, per essere sepolto in un cimitero musulmano. (m.p.)
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