ARRESTATO
Ricercato in tutta Europa preso in una casa di Scandiano
SCANDIANO. Ha presentato la richiesta di permesso di soggiorno con un nome falso, ma è stato scoperto e arrestato dalla polizia. Gli agenti della questura lo hanno trovato nel giardino della casa...
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SCANDIANO. Ha presentato la richiesta di permesso di soggiorno con un nome falso, ma è stato scoperto e arrestato dalla polizia. Gli agenti della questura lo hanno trovato nel giardino della casa della sorella, a Scandiano: stava prendendo il sole. Era da tempo ricercato per scontare una condanna definitiva: 10 anni, 7 mesi e 11 giorni da passare dietro le sbarre per il reato di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione nonché per detenzione e porto illegale di armi. Si sono così aperte le porte del carcere per un cittadino albanese, Ilir Ashiku, 51 anni.
A capire che qualcosa non andava in quella domanda per il permesso di soggiorno sono stati gli agenti dell’Ufficio Immigrazione della questura di Reggio, dove la domanda di permesso di soggiorno era stata depositata con l’utilizzo di un alias, un nome non reale. Scoperta la vera identità di Ashiku, è emerso che a suo carico pendeva un ordine di cattura emesso dalla Procura generale presso la Corte d’Appello dell’Aquila per la condanna.
L’ordine di cattura risultava diramato, oltre che sul territorio nazionale, nell’intera area Shengen, per estendere le ricerche del soggetto. Grazie ai controlli espletati dall’Ufficio Immigrazione, gli agenti della Squadra Mobile hanno iniziato a cercare l’albanese, scovandolo alle 16 circa di ieri all’interno nell’abitazione della sorella in Scandiano.
Era intento a prendere una tintarella estiva nel giardino: dal lettino è passato così alle manette. Ora si trova in arresto nella casa circondariale di via Settembrini.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
A capire che qualcosa non andava in quella domanda per il permesso di soggiorno sono stati gli agenti dell’Ufficio Immigrazione della questura di Reggio, dove la domanda di permesso di soggiorno era stata depositata con l’utilizzo di un alias, un nome non reale. Scoperta la vera identità di Ashiku, è emerso che a suo carico pendeva un ordine di cattura emesso dalla Procura generale presso la Corte d’Appello dell’Aquila per la condanna.
L’ordine di cattura risultava diramato, oltre che sul territorio nazionale, nell’intera area Shengen, per estendere le ricerche del soggetto. Grazie ai controlli espletati dall’Ufficio Immigrazione, gli agenti della Squadra Mobile hanno iniziato a cercare l’albanese, scovandolo alle 16 circa di ieri all’interno nell’abitazione della sorella in Scandiano.
Era intento a prendere una tintarella estiva nel giardino: dal lettino è passato così alle manette. Ora si trova in arresto nella casa circondariale di via Settembrini.
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