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«La Corte dei conti torna a bacchettare il Comune di Reggio Emilia»

«La Corte dei conti torna a bacchettare il Comune di Reggio Emilia»

Guatteri (Movimento 5 Stelle) riprende la delibera di luglio e denuncia: «Mancanza di trasparenza e d’imparzialità»

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REGGIO EMILIA. Ancora una volta la Corte dei Conti bacchetta pesantemente il Comune». Alessandra Guatteri, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, riprende la delibera del 14 luglio per denunciare «mancanza di trasparenza e d’imparzialità».

I casi esaminati da Guatteri sono tre: un affidamento diretto di un incarico a un legale; due appalti di servizi per la gestione degli incidenti, affidati con bando di gara; il rimborso di spese legali a due dipendenti.
Partiamo dal primo caso. Nel documento della Corte dei Conti è spiegato che il Comune “ha affidato in via diretta un incarico di patrocinio ad avvocato esterno per l’importo di 8mila euro; in proposito il Comune dichiara che è stato scelto il legale che l’aveva già difeso, con esito positivo, nei due precedenti gradi di giudizio”. La Corte, tuttavia, segnala che «il Comune di Reggio non disciplina il conferimento dei patrocini legali nell’ambito della regolamentazione predisposta per l’affidamento di incarichi professionali esterni, salvo un generico riferimento ai principi generali”.

Vi sono i 426 incidenti del 2015, con una richiesta danni di 530mila euro, liquidati per 68.991 euro (ovvero 133 sinistri). In tal senso, la Corte ravvisa “un’irragionevole restrizione dei principi di concorrenza e imparzialità” perché per il servizio è previsto un periodo di almeno 5 anni, come risulta dal testo.

Infine, i rimborsi a due dipendenti. “Il Comune ha rimborsato spese legali per la difesa in procedimenti penali conclusi con archiviazione”, è scritto nella delibera. La Corte, tuttavia, contesta il fatto che “in relazione al rimborso delle spese legali sostenute (in un procedimento, ndr) non risulta effettuata alcuna verifica interna circa la fattispecie oggetto di vertenza, conseguentemente no spettando alcun rimborso, incredibilmente richiesto nel 2013 e riconosciuto nel 2015”. La Corte invita in chiusura il Comune “ad assicurare il rispetto della normativa e dei principi per l’affidamento d’incarichi legali”.

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