Le fiaccole delle Cicogne per il Sant’Anna
CASTELNOVO MONTI. Com’era prevedibile è stato un momento che ha coinvolto l’intera comunità. Non solo per la forte partecipazione: la fiaccolata di ieri sera a sostegno dell’ospedale Sant’Anna,...
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CASTELNOVO MONTI. Com’era prevedibile è stato un momento che ha coinvolto l’intera comunità. Non solo per la forte partecipazione: la fiaccolata di ieri sera a sostegno dell’ospedale Sant’Anna, organizzata dai Comitati Insieme per l’Ospedale e Salviamo le Cicogne, è stata una ulteriore testimonianza – non fossero bastate le mobilitazioni, le 10mila firme, gli interventi costanti – di come tutto l’Appennino sia legato al proprio ospedale.
Un momento molto suggestivo, con tutto il perimetro del Sant’Anna circondato da persone con decine di fiaccole, molte con le t-shirt realizzate per l’occasione che riportano la scritta “C219”, che nel codice fiscale rappresenta il luogo di nascita a Castelnovo. Un momento in cui si è fieramente ricordato come l’ospedale sia da sempre una espressione del territorio, fin dalla sua fondazione come casa di cura da parte di Pasquale Marconi nel 1931, e l’acquisto pubblico, da parte dell’Arcispedale Santa Maria Nuova, nel 1975. Un bene e un presidio fondamentale, è stato ribadito più volte, un bene che l’Appennino avverte come proprio e che intende preservare. Oltre a tanti cittadini, c’erano anche diversi amministratori.
Da oggi ci sarà modo di tornare a parlare di aspetti tecnici, della richiesta di deroga avanzata dalla Regione, di numeri, in particolare quelli sul numero di parti annui che da anni rappresentano l’elemento di rischio per il punto nascite.
Ma quello di ieri sera, al di là della metafora rappresentata dal circondare l’ospedale, è sembrato soprattutto un grande abbraccio. (l.t.)
Un momento molto suggestivo, con tutto il perimetro del Sant’Anna circondato da persone con decine di fiaccole, molte con le t-shirt realizzate per l’occasione che riportano la scritta “C219”, che nel codice fiscale rappresenta il luogo di nascita a Castelnovo. Un momento in cui si è fieramente ricordato come l’ospedale sia da sempre una espressione del territorio, fin dalla sua fondazione come casa di cura da parte di Pasquale Marconi nel 1931, e l’acquisto pubblico, da parte dell’Arcispedale Santa Maria Nuova, nel 1975. Un bene e un presidio fondamentale, è stato ribadito più volte, un bene che l’Appennino avverte come proprio e che intende preservare. Oltre a tanti cittadini, c’erano anche diversi amministratori.
Da oggi ci sarà modo di tornare a parlare di aspetti tecnici, della richiesta di deroga avanzata dalla Regione, di numeri, in particolare quelli sul numero di parti annui che da anni rappresentano l’elemento di rischio per il punto nascite.
Ma quello di ieri sera, al di là della metafora rappresentata dal circondare l’ospedale, è sembrato soprattutto un grande abbraccio. (l.t.)
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