«Sanità, serve più chiarezza sul Mire»
La Cisl su azienda unica e punti nascita: «Bene le deroghe, apriamo un confronto sulle risorse umane»
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REGGIO EMILIA . «Un confronto approfondito sulla sanità per rendere il sistema più efficiente, attraverso la collaborazione di cittadini, operatori, istituzioni, sindacati. L’efficienza si può coniugare con la vivibilità dei territori, soprattutto quelli marginali». È la richiesta della Cisl Emilia Centrale sul riordino ospedaliero e dei punti nascita. Dopo un confronto interno, il segretario, Andrea Sirianni ha affermato: «Abbiamo salutato con favore la nascita della nuova azienda unica. Rappresenta un’occasione per qualificare ulteriormente la sanità reggiana. Evita un’eccessiva centralizzazione, mantiene un’equilibrata distribuzione dei servizi. Durante il percorso di consultazione, abbiamo sempre dato il nostro contributo in termini di proposte e idee, molte delle quali sono state recepite e introdotte nel testo in merito alla qualità del lavoro».
Per Cisl Emilia Centrale è necessario ragionare sulle vocazioni distintive, degli ambiti in cui ogni presidio ospedaliero si deve specializzare. «Occorre partire da un confronto serrato – aggiunge la segretaria Rosamaria Papaleo – si tratta di dare piena operatività a servizi e forme di cooperazione per innalzare il livello qualitativo, valorizzare le risorse umane e professionali. Questo porterà a migliorare il lavoro». Il sindacato si è espresso in modo contrario alla turnazione estiva dei reparti maternità di Montecchio, Castelnovo e Scandiano: «È un episodio allarmante di una programmazione che evidentemente mostra tutti i suoi limiti – dicono i segretari – Abbiamo più volte domandato un confronto preventivo con l’azienda, peraltro previsto dalla legge regionale. Siamo pronti a prenderci le nostre responsabilità e vogliamo al più presto affrontare la questione sull’adeguatezza degli organici nella sanità. Non possiamo permetterci reparti a corto di personale».
Cisl Emilia Centrale appoggia con forza la deroga, presentata al Ministero, in merito alla chiusura del reparto di ginecologia ed ostetricia a Castelnovo Monti: «È necessario investire per rendere sicuro il parto in montagna e per rafforzare tutto l’ospedale. Del resto questi investimenti sono stati già annunciati: 2 milioni per le infrastrutture e circa un milione per l’assunzione di 16 tra medici ed infermieri». Giudizio positivo anche sulla deroga richiesta per Scandiano: «Appoggiamo la deroga, ma vogliamo avere informazioni in merito all’ambizioso progetto Mire», concludono.
Per Cisl Emilia Centrale è necessario ragionare sulle vocazioni distintive, degli ambiti in cui ogni presidio ospedaliero si deve specializzare. «Occorre partire da un confronto serrato – aggiunge la segretaria Rosamaria Papaleo – si tratta di dare piena operatività a servizi e forme di cooperazione per innalzare il livello qualitativo, valorizzare le risorse umane e professionali. Questo porterà a migliorare il lavoro». Il sindacato si è espresso in modo contrario alla turnazione estiva dei reparti maternità di Montecchio, Castelnovo e Scandiano: «È un episodio allarmante di una programmazione che evidentemente mostra tutti i suoi limiti – dicono i segretari – Abbiamo più volte domandato un confronto preventivo con l’azienda, peraltro previsto dalla legge regionale. Siamo pronti a prenderci le nostre responsabilità e vogliamo al più presto affrontare la questione sull’adeguatezza degli organici nella sanità. Non possiamo permetterci reparti a corto di personale».
Cisl Emilia Centrale appoggia con forza la deroga, presentata al Ministero, in merito alla chiusura del reparto di ginecologia ed ostetricia a Castelnovo Monti: «È necessario investire per rendere sicuro il parto in montagna e per rafforzare tutto l’ospedale. Del resto questi investimenti sono stati già annunciati: 2 milioni per le infrastrutture e circa un milione per l’assunzione di 16 tra medici ed infermieri». Giudizio positivo anche sulla deroga richiesta per Scandiano: «Appoggiamo la deroga, ma vogliamo avere informazioni in merito all’ambizioso progetto Mire», concludono.
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