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Ex Terex, la crisi sul tavolo del Ministero

Ex Terex, la crisi sul tavolo del Ministero

Fissato per il 3 agosto l’incontro a Roma. Ieri il vertice a Bologna con Regione e sindacati per il futuro dei 147 lavoratori

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REGGIO EMILIA . Un incontro al ministero dello Sviluppo economico, fissato a Roma il prossimo 3 agosto, per valutare possibili interventi di sostegno a un piano di investimenti che consenta di dare sostenibilità e continuità produttiva e occupazionale allo stabilimento reggiano Konecranes (ex Terex). È questa la proposta della Regione, insieme alle istituzioni locali, avanzata, ieri mattina a Bologna, durante l’incontro sulla crisi dell’azienda Lentigione di Brescello, in cui sono coinvolti 147 lavoratori. Al confronto, alla presenza dell’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi, sono interventi il Commissario prefettizio del Comune di Brescello, i rappresentanti dell’azienda Konecranes, Unindustria Reggio Emilia e i rappresentanti provinciali e regionali di Fiom Cgil, Uilm Uil, Ugl e i rappresentanti dei lavoratori.

«Siamo impegnati, benché la situazione sia molto complessa, a verificare ogni possibile intervento in grado di dare continuità al sito produttivo di Brescello. Il nostro obiettivo – ha sottolineato l’assessore Costi – è la salvaguardia della capacità produttiva delle imprese del territorio e della relativa occupazione. In linea generale alle multinazionali conviene investire in Emilia-Romagna dove possono trovare condizioni favorevoli in termini di competenze, saperi, professionalità ma anche infrastrutture e contesto sociale».

Durante l’incontro – al termine del quale è stato siglato un verbale – sono stati riportati gli esiti degli approfondimenti fatti congiuntamente da azienda e sindacati in merito alla verifica di eventuali soluzioni utili alla sostenibilità del sito produttivo di Lentigione e l’esito delle verifiche fatte sulle opportunità regionali di sostegno all’attività dell’azienda. Da un lato l’azienda ha ribadito «la non sostenibilità delle attività produttive in quanto, anche nella migliore delle ipotesi di implementazione delle produzioni e di efficientamento del sistema produttivo, il sito rimarrebbe in una situazione di deficit strutturale non sostenibile».

Proponendo di «diversificare le attuali funzioni a favore delle attività di service, nonché ulteriori attività di servizio ai business di Konecranes, chiedendo alle organizzazioni sindacali di lavorare congiuntamente per identificare gli strumenti che accompagnino questa trasformazione che aiutino la gestione dell’esubero generatosi con particolare focus su percorsi di ricollocazione». I sindacati, esprimendo la totale contrarietà alle scelte aziendali «ripropongono la necessità di prevedere interventi che garantiscano al sito di Lentigione di mantenere una attività produttiva». Disponibili anche a «verificare ulteriori attività e soluzioni condivise tese ad accompagnare il recupero di efficienza e produttività dello stabilimento».



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