Gazzetta di Reggio

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Brescello, il governo proroga il commissariamento

di Andrea Vaccari
Michele Formiglio, Antonio Oriolo e Giacomo Di Matteo: i tre commissari alla guida del Comune
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Michele Formiglio, Antonio Oriolo e Giacomo Di Matteo: i tre commissari alla guida del Comune

Su proposta del ministro Minniti prosegue lo scioglimento del Comune. Probabile ritorno alle urne ad aprile 2018

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BRESCELLO. Lo scioglimento del consiglio comunale di Brescello è stato prorogato. L’ente locale resterà commissariato ancora per alcuni mesi, presumibilmente fino alla prossima primavera quando finalmente i cittadini potranno ritornare al voto. La notizia è giunta ieri dal Consiglio dei ministri, che su proposta del ministro degli Interni, Marco Minniti, ha deliberato lo scioglimento dei consigli comunali di Cropani (Catanzaro) e Brancaleone (Reggio Calabria) e la proroga dello scioglimento del Consiglio comunale di Brescello, a norma dell’articolo 143 del Testo unico degli enti locali.

Il governo non ha specificato la durata della proroga ma, in base alla “storia” degli altri Comuni italiani che negli ultimi anni sono stati commissariati a causa di fenomeni conseguenti a infiltrazioni e condizionamenti mafiosi, si può constatare che la proroga è sempre stata di sei mesi. Se questa prassi dovesse essere confermata anche nel caso di Brescello, lo scioglimento del Comune durerà due anni esatti e dopo il 20 aprile del 2018 il paese potrà molto probabilmente ritornare alle urne.

Lo scioglimento del Comune di Brescello è stato deciso il 20 aprile del 2016 e non ha avuto precedenti nella storia della regione Emilia Romagna. I mesi precedenti avevano visto le dimissioni di alcuni consiglieri e assessori, sino ad arrivare all’addio del primo cittadino Marcello Coffrini, giunto al termine di un serrato confronto con i vertici provinciali del Pd.

La proposta di scioglimento era stata avanzata dall’ex prefetto di Reggio ed era stata poi vagliata dal ministro Angelino Alfano. Raffaele Ruberto aveva inviato il fascicolo prodotto dalla commissione di accesso agli atti che per sei mesi aveva lavorato all’interno del municipio della Bassa, alla ricerca di eventuali condizionamenti malavitosi. Nella corposa relazione della commissione si faceva riferimento a dipendenti comunali assunti con contratti a tempo determinato che sarebbero riconducibili alla famiglia Grande Aracri. Ma non solo: si parlava di appalti e subappalti non del tutto chiari e di cambi di destinazione d’uso di terreni (il riferimento in questo caso riguarda il quartiere chiamato Cutrello, nella prima periferia del paese).

Il sindaco eletto Marcello Coffrini, dimessosi il 30 gennaio del 2016 dopo essere stato travolto dallo scandalo generato dalle sue dichiarazioni benevole su Francesco Grande Aracri (rilasciate alla web-tv Cortocircuito), ha lasciato il posto alla guida del Comune prima al viceprefetto vicario di Parma Michele Formiglio, nominato commissario in attesa delle decisioni del Governo, poi a una commissione “a tre” composta dallo stesso Formiglio e dagli altri due commissari Antonio Oriolo e Giacomo Di Matteo quando lo scioglimento è diventato realtà.

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