Gazzetta di Reggio

Reggio

L’età più a rischio è tra uno e tre anni

L’età maggiormente a rischio per inalazione di un corpo estraneo è fra il primo e il terzo anno di vita, con un picco di incidenza nel secondo anno. Fattori predisponenti sono la dentizione ancora...

1 MINUTI DI LETTURA





L’età maggiormente a rischio per inalazione di un corpo estraneo è fra il primo e il terzo anno di vita, con un picco di incidenza nel secondo anno. Fattori predisponenti sono la dentizione ancora incompleta, la curiosità verso il mondo esterno che porta il bimbo a introdurre oggetti in bocca, la sua tendenza a compiere movimenti con cibo in bocca. L’oggetto inalato è spesso di natura alimentare. Alcuni cibi presentano la peculiarità che possono complicare la situazione. Sostanze quali arachidi, noci e semi, oltre a costituire di per sé un ostacolo meccanico alla ventilazione, possono aumentare di volume a contatto con le secrezioni bronchiali e quindi far precipitare il quadro, o ancora possono rilasciare sostanze irritanti sulla mucosa bronchiale con conseguente reazione che ne renderà più difficile l’estrazione. In alcuni casi il corpo estraneo provoca la morte quasi immediata per soffocamento, in altri viene espulso con il vomito. Nella situazione più frequente, dopo iniziali sintomi di soffocamento, il paziente può presentare una remissione del quadro oppure segni clinici persistenti, ed è la situazione che si verifica più frequentemente nel bambino, che determineranno un accesso più tempestivo all’osservazione medica.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google