cerimonia
Reggiane, oggi si ricorda l’eccidio
La commemorazione alle 17.30 davanti al cancello di via Agosti
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REGGIO EMILIA . Si celebra oggi la cerimonia di commemorazione per il 74esimo anniversario dell’eccidio delle Officine Reggiane, avvenuto il 28 luglio 1943, dove persero la vita nove operai: Antonio Artioli, Vincenzo Bellocchi, Nello Ferretti, Eugenio Fava, Armando Grisendi, Gino Menozzi, Osvaldo Notari, Domenica Secchi e Angelo Tanzi.
La cerimonia istituzionale si aprirà alle 17.30, davanti al cancello delle ex Reggiane di via Agosti con la deposizione di un mazzo di fiori, quindi alle 18 al Tecnopolo (piazzale Europa 1) la deposizione di una corona alla lapide che ricorda i caduti, alla presenza delle autorità cittadine. Porteranno i saluti il sindaco del Comune, Luca Vecchi, e Giammaria Manghi, presidente della Provincia. Seguirà un intervento di Luigi Tollari, segretario generale Uil di Modena e Reggio Emilia.
Il 28 luglio del 1943, a pochi giorni dalla caduta del regime fascista, nonostante l’entrata in vigore di norme molto restrittive sull’ordine pubblico, emanate dal governo Badoglio, che autorizzavano l’esercito e le forze dell’ordine anche a sparare contro ogni assembramento di manifestanti superiore alle tre persone, un corteo tentò di sfilare per le vie della città chiedendo la fine della guerra, chiedendo semplicemente la pace. Durante la manifestazione, ai cancelli delle “Reggiane”, l’esercito, nel tentativo di interrompere la mobilitazione, aprì il fuoco sulla folla. Nove operai delle “Reggiane”, tra cui una donna incinta, Domenica Secchi, rimasero uccisi.
La cerimonia istituzionale si aprirà alle 17.30, davanti al cancello delle ex Reggiane di via Agosti con la deposizione di un mazzo di fiori, quindi alle 18 al Tecnopolo (piazzale Europa 1) la deposizione di una corona alla lapide che ricorda i caduti, alla presenza delle autorità cittadine. Porteranno i saluti il sindaco del Comune, Luca Vecchi, e Giammaria Manghi, presidente della Provincia. Seguirà un intervento di Luigi Tollari, segretario generale Uil di Modena e Reggio Emilia.
Il 28 luglio del 1943, a pochi giorni dalla caduta del regime fascista, nonostante l’entrata in vigore di norme molto restrittive sull’ordine pubblico, emanate dal governo Badoglio, che autorizzavano l’esercito e le forze dell’ordine anche a sparare contro ogni assembramento di manifestanti superiore alle tre persone, un corteo tentò di sfilare per le vie della città chiedendo la fine della guerra, chiedendo semplicemente la pace. Durante la manifestazione, ai cancelli delle “Reggiane”, l’esercito, nel tentativo di interrompere la mobilitazione, aprì il fuoco sulla folla. Nove operai delle “Reggiane”, tra cui una donna incinta, Domenica Secchi, rimasero uccisi.
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