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«Rinviare la chiusura mette a rischio mamme e neonati»

CASTELNOVO MONTI. «Rinviare la chiusura dei piccoli punti nascita dell’Appennino, come preannunciato dalla regione, può rappresentare una minaccia alla salute di mamme e bambini». È la presa di...

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CASTELNOVO MONTI. «Rinviare la chiusura dei piccoli punti nascita dell’Appennino, come preannunciato dalla regione, può rappresentare una minaccia alla salute di mamme e bambini». È la presa di posizione del sindacato Fesmed (Federazione sindacale medici dirigenti) e dell’Aogoi (Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani) dopo la manifestazione di mercoledì sera a difesa del punto nascite dell’ospedale Sant’Anna.

Secondo i medici, organizzare o rafforzare un punto nascita dal punto di vista del solo organigramma non garantisce una gravidanza e un parto sicuri. «Una équipe medica professionalmente preparata e strutture adeguate anche per quanto riguarda la dotazione di risorse strumentali sono comunque insufficienti se manca all’interno del punto nascita l’adeguata esperienza sul campo, anche in situazioni di emergenza, che può consolidarsi solo attraverso un congruo numero di parti – spiega Elsa Viora, presidente Aogoi –. Questa evidenza ha ispirato la normativa, la cui deroga, pur supportata da eventuali riorganizzazioni o rinforzi di personale, può rappresentare una minaccia per la salute di mamme e bambini».

Per questo i medici «non riescono a trovare una spiegazione alla decisione della Regione che, dopo aver nominato una commissione ad hoc che ha espresso parere positivo alla chiusura dei Punti nascita, ritiene di chiedere allo Stato una deroga alla chiusura».

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