Vitalizi, gli ex consiglieri fanno ricorso
Sette reggiani si sono rivolti al Tar per contrastare la legge regionale che riduce i loro compensi
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REGGIO EMILIA . Ci sono anche sette ex consiglieri regionali reggiani fra i 69 firmatari del ricorso presentato al Tar dell’Emilia-Romagna contro la norma regionale “taglia vitalizi” approvata a maggio. Si tratta del 93enne Giannetto Magnanini, partigiano ed ex presidente Act (eletto nel 1970 tra le fila Pc, che percepisce 2.694 euro netti al mese), di Nando Odescalchi (Psi, 1.496 euro netti), di Oreste Zurlini (Pci, 1.204 euro, ex sindaco di San Martino in Rio), di Luigi Bottazzi (Dc, 2.697 euro), di Alessandro Carri (ex sindaco di Carpineti, Pci, 1.838 euro, più i circa 2.600 del vitalizio da ex senatore), di Emilio Severi (Pci, 2.991 netti) e di Vincenzo Bertolini (Pci, ex presidente del Corecom, 1.490 euro).
La riforma regionale, che ha avuto il via libera lo scorso 4 maggio, prevede che i vitalizi siano eliminati e che quindi non vengano percepiti da consiglieri e assessori in carica, né da quelli eletti in futuro (che non godranno nemmeno del trattamento di fine rapporto). Le altre novità hanno riguardato l’innalzamento progressivo dell’età per percepire l’assegno (uniformando per i consiglieri che non hanno compiuto 60 anni il trattamento a quello per la pensione di vecchiaia dei dipendenti pubblici) e la riduzione dei vitalizi erogati agli ex consiglieri ed ex assessori, con l’introduzione di un contributo di solidarietà della durata di 36 mesi e il divieto di cumulare il vitalizio con altri istituti analoghi. Norme che, nei calcoli della Regione, porteranno un risparmio di un milione di euro in tre anni.
Ma contro le quali gli ex consiglieri regionali, riuniti in un’associazione cha ha sede nella stessa viale Aldo a Bologna, proprio nelle torri della Regione, hanno deciso di avanzare un ricorso, presentando un documento lungo 53 pagine insieme agli avvocati Maurizio Paniz, Stefania Fullin, Giulia De Maria e Giovanni Giorgi. La richiesta ai giudici amministrativi è quella di annullare la legge regionale 7, innanzitutto perché violerebbe il Decreto Monti l 2012 per «eccesso di potere». Secondo i ricorrenti, che contestano il valore reatroattivo della norma, provvedimento, i provvedimenti adottati dalla Regione «finiscono con l’essere arbitrati e irragionevoli, non potendo essere collegati – e dunque giustificati – con alcuna esigenza di urgenza e scopo finale».
A maggio, la legge regionale era stata approvata con il voto favorevole dei gruppi consiliari Pd, Sinistra Italiana e M5S e l’astensione di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e della consigliera di Art 1- Mdp, la reggiana Silvia Prodi. Nei giorni scorsi, dopo i vitalizi, il M5s ha provato a togliere agli ex consiglieri regionali anche la sede dell’associazione in viale Aldo Moro. Ma il Pd in Assemblea Legislativa ha stoppato l'emendamento alla variazione di bilancio con cui i 5 stelle proponevano di revocare la concessione gratuita di uno spazio in Regione.
La riforma regionale, che ha avuto il via libera lo scorso 4 maggio, prevede che i vitalizi siano eliminati e che quindi non vengano percepiti da consiglieri e assessori in carica, né da quelli eletti in futuro (che non godranno nemmeno del trattamento di fine rapporto). Le altre novità hanno riguardato l’innalzamento progressivo dell’età per percepire l’assegno (uniformando per i consiglieri che non hanno compiuto 60 anni il trattamento a quello per la pensione di vecchiaia dei dipendenti pubblici) e la riduzione dei vitalizi erogati agli ex consiglieri ed ex assessori, con l’introduzione di un contributo di solidarietà della durata di 36 mesi e il divieto di cumulare il vitalizio con altri istituti analoghi. Norme che, nei calcoli della Regione, porteranno un risparmio di un milione di euro in tre anni.
Ma contro le quali gli ex consiglieri regionali, riuniti in un’associazione cha ha sede nella stessa viale Aldo a Bologna, proprio nelle torri della Regione, hanno deciso di avanzare un ricorso, presentando un documento lungo 53 pagine insieme agli avvocati Maurizio Paniz, Stefania Fullin, Giulia De Maria e Giovanni Giorgi. La richiesta ai giudici amministrativi è quella di annullare la legge regionale 7, innanzitutto perché violerebbe il Decreto Monti l 2012 per «eccesso di potere». Secondo i ricorrenti, che contestano il valore reatroattivo della norma, provvedimento, i provvedimenti adottati dalla Regione «finiscono con l’essere arbitrati e irragionevoli, non potendo essere collegati – e dunque giustificati – con alcuna esigenza di urgenza e scopo finale».
A maggio, la legge regionale era stata approvata con il voto favorevole dei gruppi consiliari Pd, Sinistra Italiana e M5S e l’astensione di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e della consigliera di Art 1- Mdp, la reggiana Silvia Prodi. Nei giorni scorsi, dopo i vitalizi, il M5s ha provato a togliere agli ex consiglieri regionali anche la sede dell’associazione in viale Aldo Moro. Ma il Pd in Assemblea Legislativa ha stoppato l'emendamento alla variazione di bilancio con cui i 5 stelle proponevano di revocare la concessione gratuita di uno spazio in Regione.
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