A Reggio Emilia cento incendi dolosi in 2 anni
Mafie: sono i dati della ricerca finanziata da Legacoop e oggetto del convegno divenuto un dvd sulla legalità in provincia
REGGIO EMILIA. Automezzi incendiati, esplosioni sospette e furti nei cantieri. Sono tanti i “reati spia” che hanno alzato l’allerta mafie nella nostra provincia. A Reggio Emilia solo tra gennaio 2010 e ottobre 2012 sono stati segnalati 97 episodi intimidatori (incendi e danneggiamenti) in danno di privati e 15 in danno di esponenti politici e magistrati. Episodi che si sono ripetuti anche negli anni successivi, come dimostrano i dati che ci sono stati forniti dalla Procura di Reggio Emilia relativi a reati incendiari (art. 423 c.p.) e ai danneggiamenti seguiti da incendio: ben 54 solo nel 2014, di cui 10 ad opera di soggetti noti.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.15672710:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.15672710:1652295286/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
È questa l’impressionante statistica compresa nella ricerca firmata da Federica Cabras dell’equipe universitaria del professor Nando dalla Chiesa, e che era stata al centro del convegno “Economia, comunità e lavoro – Uniti nella legalità” tenutosi lo scorso 28 aprile al Centro Internazionale Malaguzzi, organizzato da Legacoop Emilia Ovest in collaborazione con Istituto Cervi e Libera Reggio Emilia.
Data la rilevanza dei contenuti e dell’impegno preso dai promotori, è stata realizzata una pubblicazione contenente il saggio e i dvd con la registrazione integrale del convegno, così da consentire alla stampa, alle cooperative, alle istituzioni di consultare e conservare un passaggio importante che ha unito la città in una fase segnata dal processo Aemilia. Un cofanetto presentato ieri ai Chiostri della Ghiara e che sarà distribuito anche nelle scuole e nelle biblioteche.
Nella ricerca vengono riportate «le minacce rivolte a giornalisti locali e al Prefetto di Reggio Emilia, osteggiata per la sua attività di contrasto attraverso le numerose interdittive applicate a imprese calabresi e reggiane a cui si sono affiancati tentativi di delegittimazione da parte del clan nei confronti di esponenti delle istituzioni locali impegnati in prima linea contro il fenomeno mafioso, come nel caso dell’ex presidente della Camera di Commercio di Reggio Emilia».
«Abbiamo deciso poi di fissare i contenuti di un convegno davvero importante – ha detto Andrea Volta, presidente di Legacoop Emilia Ovest – Siamo stati tra i primi a volere il processo Aemilia a Reggio e l’assegno di ricerca a Cabras rispecchia la volontà della cooperazione di non mettere la testa sotto la sabbia in fatto di legalità». «Ho l’impressione che con Aemilia siamo solo all’inizio - ha detto Albertina Soliani, presidente dell’Istituto Cervi - dobbiamo accettare che parlando di ’ndrangheta nella terra dei Cervi ormai stiamo parlando di noi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
