In tre mesi sono nate 860 nuove aziende
Dopo un primo trimestre negativo, da aprile a giugno il saldo tra aperture e cessazioni torna su valori positivi (+292)
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REGGIO EMILIA. Dopo un primo trimestre segnato da una evidente flessione (378 unità in meno), il saldo tra le nuove iscrizioni e le cessazioni di attività delle imprese reggiane è rimbalzato in terreno positivo nel periodo aprile-giugno 2017, chiudendo a +292.
Nel secondo trimestre dell’anno, infatti, a fronte di 860 nuove iscrizioni al Registro Imprese della Camera di Commercio, le aziende che hanno espresso la volontà di non proseguire l'attività sono state 568, portando così il numero complessivo delle imprese a 55.247 unità.
I dati relativi alla nati-mortalità delle imprese analizzati dall’Ufficio Studi dell’ente evidenziano un andamento molto simile a quello del 2016. Nel primo trimestre - periodo sul quale tradizionalmente pesa il concentrarsi delle cessazioni d'attività decise alla fine dell’anno precedente, poi comunicate in massima parte all’inizio del nuovo anno - il saldo si chiuse a -311, seguito poi da un +263 unità nel secondo trimestre.
Il deciso miglioramento degli ultimi mesi non ha comunque consentito di chiudere il primo semestre 2017 in terreno positivo: il saldo, infatti, resta a -86 unità.
Fra i comparti in cui maggiormente stenta a ridecollare il numero delle imprese spicca quello delle costruzioni (91 unità in meno in un semestre e -33 il saldo del periodo aprile-giugno, con una riduzione complessiva dell'1,2% delle imprese attive), affiancato da trasporti e magazzinaggio che, con -46 unità in meno nel primo semestre 2017, ha fatto segnare un - 5,4%, molto influenzato dal negativo avvio d'anno.
In calo anche il commercio all'ingrosso e al dettaglio (quasi 11.000 imprese), che in un semestre segna un saldo al ribasso del 1,4%, e le attività immobiliari, che in un semestre hanno perso il 2% (-68 imprese su 3.332).
In rialzo, al contrario, i saldi tra iscrizioni e cessazioni per le imprese reggiane presenti nel comparto aggregato dei servizi alle imprese, autonoleggio e agenzie di viaggio (1.335 aziende, con un +2,5%), per le attività professionali, scientifiche e tecniche (+0,8%) e per le società operanti nella sanità e nell’assistenza sociale, che hanno chiuso il primo semestre con 12 unità in più, portandosi a 267.
Pur non riuscendo a compensare completamente il calo del primo trimestre, provano il rimbalzo le aziende della manifattura (7.695 unità) e le imprese agricole (6.155); in entrambi i casi, infatti, il secondo trimestre ha registrato un saldo positivo tra nuove iscrizioni e cessazioni d’attività (+ 11 per la manifattura e + 17 per il settore primario).
«L'analisi di questi valori - sottolinea il presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi - è indicativa di movimenti interessanti, tra i quali spicca la volontà di tanti reggiani di cimentarsi nell’impresa e in forme di autoimpiego. La crescita della produzione manifatturiera, dell’export, del valore aggiunto in agricoltura e del reddito disponibile per le famiglie - osserva Landi - ci dicono, infatti, che si vanno consolidando buoni segnali di ripresa, con una positiva e diretta incidenza sull'occupazione. È incoraggiante la flessione del tasso di disoccupazione al 4,7% nel 2016 e un primo trimestre 2017 segnato da un incremento dell'occupazione pari a 3.000 unità, di cui due terzi lavoratori dipendenti».
Nel secondo trimestre dell’anno, infatti, a fronte di 860 nuove iscrizioni al Registro Imprese della Camera di Commercio, le aziende che hanno espresso la volontà di non proseguire l'attività sono state 568, portando così il numero complessivo delle imprese a 55.247 unità.
I dati relativi alla nati-mortalità delle imprese analizzati dall’Ufficio Studi dell’ente evidenziano un andamento molto simile a quello del 2016. Nel primo trimestre - periodo sul quale tradizionalmente pesa il concentrarsi delle cessazioni d'attività decise alla fine dell’anno precedente, poi comunicate in massima parte all’inizio del nuovo anno - il saldo si chiuse a -311, seguito poi da un +263 unità nel secondo trimestre.
Il deciso miglioramento degli ultimi mesi non ha comunque consentito di chiudere il primo semestre 2017 in terreno positivo: il saldo, infatti, resta a -86 unità.
Fra i comparti in cui maggiormente stenta a ridecollare il numero delle imprese spicca quello delle costruzioni (91 unità in meno in un semestre e -33 il saldo del periodo aprile-giugno, con una riduzione complessiva dell'1,2% delle imprese attive), affiancato da trasporti e magazzinaggio che, con -46 unità in meno nel primo semestre 2017, ha fatto segnare un - 5,4%, molto influenzato dal negativo avvio d'anno.
In calo anche il commercio all'ingrosso e al dettaglio (quasi 11.000 imprese), che in un semestre segna un saldo al ribasso del 1,4%, e le attività immobiliari, che in un semestre hanno perso il 2% (-68 imprese su 3.332).
In rialzo, al contrario, i saldi tra iscrizioni e cessazioni per le imprese reggiane presenti nel comparto aggregato dei servizi alle imprese, autonoleggio e agenzie di viaggio (1.335 aziende, con un +2,5%), per le attività professionali, scientifiche e tecniche (+0,8%) e per le società operanti nella sanità e nell’assistenza sociale, che hanno chiuso il primo semestre con 12 unità in più, portandosi a 267.
Pur non riuscendo a compensare completamente il calo del primo trimestre, provano il rimbalzo le aziende della manifattura (7.695 unità) e le imprese agricole (6.155); in entrambi i casi, infatti, il secondo trimestre ha registrato un saldo positivo tra nuove iscrizioni e cessazioni d’attività (+ 11 per la manifattura e + 17 per il settore primario).
«L'analisi di questi valori - sottolinea il presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi - è indicativa di movimenti interessanti, tra i quali spicca la volontà di tanti reggiani di cimentarsi nell’impresa e in forme di autoimpiego. La crescita della produzione manifatturiera, dell’export, del valore aggiunto in agricoltura e del reddito disponibile per le famiglie - osserva Landi - ci dicono, infatti, che si vanno consolidando buoni segnali di ripresa, con una positiva e diretta incidenza sull'occupazione. È incoraggiante la flessione del tasso di disoccupazione al 4,7% nel 2016 e un primo trimestre 2017 segnato da un incremento dell'occupazione pari a 3.000 unità, di cui due terzi lavoratori dipendenti».
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