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Legnolandia, il parco di laboratori e giochi ora lasciato a marcire

di Gabriele Farina
Legnolandia, il parco di laboratori e giochi ora lasciato a marcire

Inaugurato nel 2010, dal due anni è rimasto senza gestori  L’assessore Marchi: «Fase di studio, interventi entro l’anno»

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REGGIO EMILIA. «Questo luogo trasmette gioia e arricchisce la città». Era l’ottobre 2010 quando l’allora sindaco Graziano Delrio presentò così il parco Legnolandia.

Un’area grande più o meno quanto un campo da calcio, compresa tra il cimitero monumentale e la scuola d’infanzia comunale Rodari. Una zona che era gestita da persone diversamente abili e operatori della cooperativa sociale Bottega del lavoro. Per anni si sono alternati eventi, feste di compleanno, giornate a tema, Tra le possibilità che venivano offerte, la conoscenza diretta delle piante e degli animali, farfalle e lombrichi inclusi.

La «scommessa vinta» di cui parlò allora l’attuale ministro delle Infrastrutture Delrio non ha avuto lunga vita. La convenzione con il Comune è scaduta nel 2015 e da allora è iniziata una fase di declino per l’area verde, abbandonata sempre più a se stessa e senza difese verso incursioni esterne.

Le bottiglie di birra si contano a decine sul prato all’esterno del cancello, non lontano da quel lucchetto che ora blocca l’ingresso ai visitatori. Sacchetti di plastica e fogli di carta fanno il resto, immersi nel robusto fogliame caduto e non raccolto. Dal perimetro è ancora possibile osservare dentro. Le porte delle piccole sale che ospitavano le attività sono aperte, ma ormai non c’è più nessuno all’interno. L’erba cresce alta, secca e incolta. Parti in legno e in muratura sono forate in più punti, diverse le reti metalliche divelte e abbandonate. Se ne trovano anche in una piccola casetta di vetro, in cui si legge ancora la scritta “Tutti”. Un’indicazione che sembra valere per i diversi tipi di materiali riversati all’interno: oggetti metallici, legnetti, reti, cavi, foglie.

L’ex serra comunale, simbolo dell’area, appare quasi inghiottita dalla vegetazione circostante. I tetti delle casette sono danneggiati in più parti, compresa quella a fianco della copertura spiovente con la scritta “Legnolandia” all’ingresso. Poco distante, sulla destra, si legge la stessa scritta, ma la “i” è stata troncata per oltre metà della sua interezza.

Più in fondo, nella parte più a nord della struttura, si trova un cartello, attaccato a metà, in cui appare il divieto di entrare e la segnalazione che la zona è sorvegliata da telecamere. Per accorgersene, tuttavia, è necessario capovolgere il segnale, visto è stato danneggiato in più parti. Nella zona presso il cartello la recinzione verticale è rinforzata da un lungo telo orizzontale verde che copre la visuale dell’interno di quello che è stato l’ecoparco.

Lo è ancora nel mondo virtuale. Sul sito internet del Comune, infatti, è descritto come “un centro per la didattica naturale a disposizione di scuole e di gruppi organizzati per lo studio di tematiche ambientali”. Nella scheda contenuta nell’area multimediale “Parchi e boschi urbani” sono elencate le iniziative a calendario (progetti, laboratori, animazioni, spettacoli ecc.), le aree attrezzate di allora e le attività (piste per le biglie e per le trottole, pagliacci, cavallini, catapulte, burattini, marionette, tangram, giochi, ecc.). La spiegazione si legge sotto il titolo del parco, appena sopra la foto di repertorio: “Ultimo aggiornamento 19/05/2014”.

Al 4 settembre 2015 s’arrestano gli aggiornamenti sulla pagina Facebook ufficiale (Legnolandia Park), in cui fino a quella data appaiono ancora immagini di attività pieni di colori, di vita, della gioia di cui parlava Delrio all’inaugurazione. Da quel momento, nulla è cambiato online, ma è mutato tutto nella realtà.

«Nel parco comunale Legnolandia c’è degrado e abbandono», segnala Davide Curti, inviando alcuni scatti fuori e dentro la struttura. Un residente conferma che la situazione va avanti da tempo; una giovane si mostra meravigliata dall’interesse verso quel parco «perché è brutto». Restano sospese alcune domande: per quanto tempo il parco resterà così? Cosa verrà fatto dopo?

«Siamo in una fase di studio abbastanza avanzata per rimettere in funzione il parco – commenta Daniele Marchi, assessore al Bilancio e al Patrimonio pubblico – perché è importante che sia valorizzato, anche per la sua posizione, vicina alla città storica. Abbiamo già l’interessamento di alcuni privati per poter creare una convenzione di utilizzo».

Possibile un nuovo interessamento della Bottega del lavoro? «Non erano nelle condizioni di proseguire – sostiene Marchi – ma è al vaglio anche una collaborazione di altri privati. Resta da- stabilire entro quando». Possibile entro l’estate? «Sarebbe auspicabile entro l’anno», risponde l’assessore. Se non fosse trovata un’intesa? «Può essere lasciato a verde pubblico», conclude Marchi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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