castelnovo, il punto nascite
Rubertelli: «Macché ministero la decisione spetta alla Regione»
CASTELNOVO MONTI. «Punto nascita del Sant’Anna: qualunque decisione verrà presa, il processo decisionale dev’essere trasparente e chiaro ai cittadini, che hanno il diritto di sapere di chi è la...
2 MINUTI DI LETTURA
CASTELNOVO MONTI. «Punto nascita del Sant’Anna: qualunque decisione verrà presa, il processo decisionale dev’essere trasparente e chiaro ai cittadini, che hanno il diritto di sapere di chi è la responsabilità dell’imminente decisione: della Regione». Cinzia Rubertelli, capogruppo e consigliere in città di Grande Reggio-Progetto Reggio Alleanza Civica, interviene nel dibattito sul punto nascita a rischio chiusura dell’ospedale montano.
«Sembra che il tema dei punti nascita regionali sotto i 500 parti annui sia giunto alla fase finale, con la delibera del consiglio regionale che chiede la deroga alla commissione nazionale nascite presso il Ministero della Salute. Si faccia chiarezza su chi prenderà la decisione, perché in questi mesi ed anni le varie istituzioni hanno fatto di tutto per rendere il tema confuso e non interpretabile da parte dei cittadini – scrive Rubertelli –. L’ assessore alla sanità della Regione ha di recente dichiarato “se la commissione concede la deroga...”, facendo capire che la decisione finale è della Commissione Nazionale. Il protocollo del Ministero stabilisce che il parere della Commissione Nazionale è consultivo e che quindi la decisione ultima è della Regione». Il secondo aspetto sul quale occorre fare chiarezza, secondo Rubertelli, riguarda «il problema degli standard di sicurezza dei punti nascita sotto osservazione. Sempre il sopra citato assessore dichiara “se la commissione ministeriale ci concede la deroga, doteremo i punti nascita del personale necessario a garantire gli standard di sicurezza richiesti”. Nell’articolo pubblicato su La Gazzetta di Reggio, la presidente dell’Aogoi dichiara che solo un numero congruo di parti può assicurare gli standard di sicurezza. Se i parti sono sotto un certo numero la sicurezza non potrà mai essere assicurata, secondo i tecnici; con investimenti mirati possono essere raggiunti gli standard di sicurezza richiesti, secondo l’assessore. Quindi? È giunto il momento che ogni cittadino possa valutare le responsabilità e i meriti delle decisioni che saranno prese».
Intanto, il giorno dopo la maxi-fiaccolata di duemila persone che hanno idealmente “abbracciato” e difeso il Sant’Anna, i comitati Insieme per il Sant’Anna e Salviamo le Cicogne ringraziano i partecipanti: «Hanno dimostrato quanto i montanari sappiano essere tenaci e farsi valere. Adesso abbiamo il mandato dei nostri concittadini per continuare con ancora più forza e determinazione il nostro lavoro». Guardano già al futuro, i comitati. «La partecipazione di diverse forze politiche contrapposte – spiega la loro nota – è la dimostrazione lampante che la difesa del nostro territorio è un bene universale che va al di là dei campanilismi. Quell’abbraccio stretto intorno al Sant’Anna può fare capire a chi vive lontano, ma può decidere il nostro futuro, che noi siamo determinati a difendere ciò che abbiamo di importante e indispensabile, che abbiamo diritto a servizi efficienti ed aggiornati».
«Sembra che il tema dei punti nascita regionali sotto i 500 parti annui sia giunto alla fase finale, con la delibera del consiglio regionale che chiede la deroga alla commissione nazionale nascite presso il Ministero della Salute. Si faccia chiarezza su chi prenderà la decisione, perché in questi mesi ed anni le varie istituzioni hanno fatto di tutto per rendere il tema confuso e non interpretabile da parte dei cittadini – scrive Rubertelli –. L’ assessore alla sanità della Regione ha di recente dichiarato “se la commissione concede la deroga...”, facendo capire che la decisione finale è della Commissione Nazionale. Il protocollo del Ministero stabilisce che il parere della Commissione Nazionale è consultivo e che quindi la decisione ultima è della Regione». Il secondo aspetto sul quale occorre fare chiarezza, secondo Rubertelli, riguarda «il problema degli standard di sicurezza dei punti nascita sotto osservazione. Sempre il sopra citato assessore dichiara “se la commissione ministeriale ci concede la deroga, doteremo i punti nascita del personale necessario a garantire gli standard di sicurezza richiesti”. Nell’articolo pubblicato su La Gazzetta di Reggio, la presidente dell’Aogoi dichiara che solo un numero congruo di parti può assicurare gli standard di sicurezza. Se i parti sono sotto un certo numero la sicurezza non potrà mai essere assicurata, secondo i tecnici; con investimenti mirati possono essere raggiunti gli standard di sicurezza richiesti, secondo l’assessore. Quindi? È giunto il momento che ogni cittadino possa valutare le responsabilità e i meriti delle decisioni che saranno prese».
Intanto, il giorno dopo la maxi-fiaccolata di duemila persone che hanno idealmente “abbracciato” e difeso il Sant’Anna, i comitati Insieme per il Sant’Anna e Salviamo le Cicogne ringraziano i partecipanti: «Hanno dimostrato quanto i montanari sappiano essere tenaci e farsi valere. Adesso abbiamo il mandato dei nostri concittadini per continuare con ancora più forza e determinazione il nostro lavoro». Guardano già al futuro, i comitati. «La partecipazione di diverse forze politiche contrapposte – spiega la loro nota – è la dimostrazione lampante che la difesa del nostro territorio è un bene universale che va al di là dei campanilismi. Quell’abbraccio stretto intorno al Sant’Anna può fare capire a chi vive lontano, ma può decidere il nostro futuro, che noi siamo determinati a difendere ciò che abbiamo di importante e indispensabile, che abbiamo diritto a servizi efficienti ed aggiornati».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
