«Siamo vicini alla famiglia di Alì»
Luzzara, la Bonifica dopo la richiesta di risarcimento: «Attendiamo le indagini»
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LUZZARA. «Siamo vicini al dolore della famiglia e attendiamo l’esito delle indagini della magistratura». Così il Consorzio di bonifica Terre dei Gonzaga in destra Po, interviene dopo la richiesta risarcitoria inviata dai legali della famiglia di Alì Hassnain, il 12enne pachistano annegato nel canale irriguo della Bonifica a Luzzara.
La famiglia ha chiesto alla magistratura di valutare le eventuali eventuali responsabilità colpose della Bonifica. Il consorzio non entra nel merito ma, sottolineata la «vicinanza alla famiglia nel dolore», precisa «di avere partecipato con il proprio personale alle ricerche a partire da domenica fino a tarda sera e lunedì dall’alba».
La Bonifica sottolinea anche che «un evento così tragico non era mai successo a memoria dei funzionari in servizio e forse in tutta la vita del Consorzio che risale ai primi anni del 1900. Ed è con amarezza e rassegnazione che gli operatori hanno ripreso l’esercizio dell’irrigazione dopo il ritrovamento del corpo, effettuando la rimessa in quota del canale e le manovre proprio nei punti dove è avvenuto la tragedia».
«Siamo vicini al dolore della famiglia – spiega Ada Giorgi, presidente pro tempore del Consorzio –, soprattutto io stessa come donna e madre. Sappiamo dai media che sulle cause dell’accaduto sta indagando la magistratura e pertanto non abbiamo ancora approfondito gli aspetti legati a eventuali responsabilità, tanto meno nessuno di quelli che i periti e gli avvocati della famiglia hanno evidenziato».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La famiglia ha chiesto alla magistratura di valutare le eventuali eventuali responsabilità colpose della Bonifica. Il consorzio non entra nel merito ma, sottolineata la «vicinanza alla famiglia nel dolore», precisa «di avere partecipato con il proprio personale alle ricerche a partire da domenica fino a tarda sera e lunedì dall’alba».
La Bonifica sottolinea anche che «un evento così tragico non era mai successo a memoria dei funzionari in servizio e forse in tutta la vita del Consorzio che risale ai primi anni del 1900. Ed è con amarezza e rassegnazione che gli operatori hanno ripreso l’esercizio dell’irrigazione dopo il ritrovamento del corpo, effettuando la rimessa in quota del canale e le manovre proprio nei punti dove è avvenuto la tragedia».
«Siamo vicini al dolore della famiglia – spiega Ada Giorgi, presidente pro tempore del Consorzio –, soprattutto io stessa come donna e madre. Sappiamo dai media che sulle cause dell’accaduto sta indagando la magistratura e pertanto non abbiamo ancora approfondito gli aspetti legati a eventuali responsabilità, tanto meno nessuno di quelli che i periti e gli avvocati della famiglia hanno evidenziato».
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