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Ambulatorio fisioterapico chiuso per sei settimane

Ambulatorio fisioterapico chiuso per sei settimane

Brescello, la protesta degli ex consiglieri comunali Braiato e Conforti «I pazienti andranno a Guastalla, è una manovra per far sparire il servizio»

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BRESCELLO. L’ambulatorio fisioterapico di Brescello chiude per sei settimane di ferie estive e gli utenti che necessitano di cure riabilitative devono recarsi a Guastalla.

Un disagio segnalato dagli ex consiglieri di opposizione Michele Braiato e Luciano Conforti del gruppo “Onestà civile”, ai quali sono arrivate le lamentele di diversi cittadini.

L’ambulatorio in questione, attivo sul territorio da oltre 35 anni sotto la direzione del dottor Gianfranco Marchesi, ora in pensione, rappresenta un punto di riferimento per un ampio bacino di pazienti (non solo di Brescello ma di tutta la Bassa) e vanta ottima reputazione di efficienza, sia in termini di numero di pazienti presi in carico, sia in termini di qualità delle cure.

«Questa decisione – affermano Braiato e Conforti - comporta lo spostamento di tutti i pazienti attualmente seguiti e di quelli che verranno, a proprie spese, presso la Rsa di Guastalla. Molti pazienti non sono autosufficienti e dovranno essere trasportati da servizi come la Croce Azzurra, ad un prezzo di 25 euro a viaggio, oppure far richiedere ore di permesso ai familiari. Alcuni rinunciano alle cure per gli aspetti logistici, trovandosi così costretti a rivolgersi alla sanità privata e a rinunciare così al proprio diritto alla cura. Non sono chiare le motivazioni che hanno spinto l’Asl ad effettuare questa scelta: il personale attuale verrà trasferito a Guastalla e questo non costituirà alcun taglio sulla spesa. Inoltre, la struttura di Brescello è di proprietà dell'Asl, quindi non vi è risparmio nemmeno in termini di affitto. Questa insolita operazione è forse legata all’assenza delle autorità politiche locali, visto il commissariamento del Comune? Oppure al pensionamento del dottor Marchesi, che ha sempre considerato il servizio di riabilitazione di Brescello un fiore all'occhiello? O forse alla distrazione dei vertici aziendali, attualmente impegnati con la fusione delle due aziende sanitarie reggiane?».

Gli ex consiglieri sottolineano poi l’impossibilità di prenotare una visita specialistica fisiatrica, dato che la chiusura del presidio non riguarda solo l’erogazione delle cure ma anche dell'ambulatorio medico. «Che sia una manovra per far scomparire il servizio definitivamente, un po’ alla volta? Confidiamo che l’Asl - concludono - possa chiarire le motivazioni di questa scelta ai cittadini». (a.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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