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Gestiva officina abusiva da 4 anni Nei guai 43enne, chiusa l’attività

di Ambra Prati
Gestiva officina abusiva da 4 anni Nei guai 43enne, chiusa l’attività

Montecchio: per il titolare reati amministrativi, ambientali e una multa da 7.000 euro In Strada per Sant’Ilario operai irregolari, nessuna autorizzazione e litri di oli esausti non smaltiti

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MONTECCHIO. Da quattro anni portava avanti un’auto officina “fantasma”, senza avere alcun permesso per un’attività del genere. Nei guai è finito Valerio Salvatore Assalve, 43 anni, nato in Svizzera e residente a Montecchio, titolare dell’attività abusiva in un capannone nei pressi della sua abitazione, in Strada per Sant’Ilario 38/c, nella zona della Coop montecchiese e non lontano dalla caserma dei carabinieri.

Ieri, alla chiusura delle indagini, a suo carico è scattata una serie di provvedimenti: in primis, la totale chiusura dell’attività lavorativa, il sequestro (per la successiva confisca) dell’intera l’attrezzatura presente nel capannone, oltre alla sanzione amministrativa di 7.100 euro per l’impiego del personale irregolare, più altre ingenti sanzioni per le varie irregolarità.

Il blitz nell’officina risale al 17 luglio ed è stato effettuato dai carabinieri di Montecchio, che hanno operato in collaborazione con i colleghi del Nucleo investigativo di polizia ambientale del Gruppo forestale e quelli Nucleo ispettorato del lavoro di Reggio Emilia, con l’ausilio della polizia municipale Val d’Enza. Entrati nell’officina, gli uomini dell’Arma hanno accertato che era priva di qualsivoglia autorizzazione necessaria per l’attività artigianale, salvo un’iscrizione alla Camera di commercio riferita a una società autorizzata alla sola compravendita di veicoli e pezzi di ricambi. Dal punto di vista contabile, non c’erano nemmeno gli appositi registri di carico e scarico dei veicoli in riparazione. Sul posto erano presenti di tre operai, dei quali due irregolari. Sono stati trovati anche ingenti quantitativi di rifiuti pericolosi, come centinaia di litri di oli esausti ed un serbatoio con oltre mille litri di liquido per radiatori: scarti che per legge vanno smaltiti al massimo dopo un anno, mentre sono stati tenuti in deposito da circa 4 anni, da quando è iniziata l’attività, con grave pericolo ambientale.

Concluso il sopralluogo, gli uomini del maresciallo Carlo Chiuri nei giorni successivi hanno approfondito gli accertamenti, dai quali sono arrivate conferme: al titolare mancava anche la regolare iscrizione al registro delle imprese di autoriparazione.

A quel punto, terminate le verifiche anche da parte delle altre forze dell’ordine, ieri nei confronti del 43enne è scattata una serie di denunce con risvolti penali: per occupazione di lavoratori sprovvisti di permesso di soggiorno per il lavoro subordinato, per il mancato rispetto delle norme sulla gestione dei rifiuti pericolosi e dei regolamenti previsti per le autoriparazioni, e l’assenza dell’autorizzazione per le imprese.

Ambra Prati

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