CARENZA D’ORGANICO
I postini di nuovo in sciopero
Stop agli straordinari dal 1° al 20 agosto in tutta la regione
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REGGIO EMILIA. Prosegue l'estate di lotta dei postini emiliano-romagnoli. Dopo l'astensione dal lavoro di inizio luglio, dal 1° al 21 agosto Slc-Cgil, Slp-Cisl e Failp-Cisal hanno indetto un nuovo sciopero degli straordinari in tutta quanta la regione. Con conseguenza che si annunciano pesanti.
Il motivo, spiegano i sindacati, è che l'azienda, nonostante i precedenti scioperi, «non ha dato risposte positive alle richieste degli oltre 9.000 lavoratori emiliano-romagnoli, e alle gravi carenze di personale in tutti gli ambiti produttivi e lavorativi (recapito, logistica e smistamento, uffici postali)».
Lla carenza di personale, tirano dritto i sindacati, è dimostrata dal fatto che «sono tuttora in servizio centinaia di lavoratori con contratto a tempo determinato». Una situazione giudicata dai sindacati «intollerabile», che aggiunge «ulteriori disservizi a condizioni già critiche, con la consegna a giorni alterni e con un aumento costante dei pacchi Amazon da recapitare», provocando «inevitabili code di clienti, e lunghi tempi d'attesa negli uffici postali». Per tutti questi motivi Cgil, Cisl, e Cisal tornano a chiedere «la trasformazione dei part-time in full-time, mobilità professionale verso la sportelleria, verifica e rivisitazione del progetto della consegna della corrispondenza a firma inesitata».
Richieste, concludono le forze sindacali all’unanimità, «che sono state totalmente ignorate nell'incontro del 21 luglio scorso tra le Poste e i sindacati».
Il motivo, spiegano i sindacati, è che l'azienda, nonostante i precedenti scioperi, «non ha dato risposte positive alle richieste degli oltre 9.000 lavoratori emiliano-romagnoli, e alle gravi carenze di personale in tutti gli ambiti produttivi e lavorativi (recapito, logistica e smistamento, uffici postali)».
Lla carenza di personale, tirano dritto i sindacati, è dimostrata dal fatto che «sono tuttora in servizio centinaia di lavoratori con contratto a tempo determinato». Una situazione giudicata dai sindacati «intollerabile», che aggiunge «ulteriori disservizi a condizioni già critiche, con la consegna a giorni alterni e con un aumento costante dei pacchi Amazon da recapitare», provocando «inevitabili code di clienti, e lunghi tempi d'attesa negli uffici postali». Per tutti questi motivi Cgil, Cisl, e Cisal tornano a chiedere «la trasformazione dei part-time in full-time, mobilità professionale verso la sportelleria, verifica e rivisitazione del progetto della consegna della corrispondenza a firma inesitata».
Richieste, concludono le forze sindacali all’unanimità, «che sono state totalmente ignorate nell'incontro del 21 luglio scorso tra le Poste e i sindacati».
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