protesta di un gestore
«Perché gli altri vendono e io non posso più farlo?»
REGGIO EMILIA. «Perché gli altri continuano a vendere alcol e io non posso?». È legittima la domanda che una persona di origine cinese rivolge a due agenti della Polizia Municipale davanti alla...
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REGGIO EMILIA. «Perché gli altri continuano a vendere alcol e io non posso?». È legittima la domanda che una persona di origine cinese rivolge a due agenti della Polizia Municipale davanti alla stazione.
Sono da poco passate le 15, l’ora in cui si attiva l’ordinanza che sancisce il divieto di vendita di bevande alcoliche, in qualsiasi contenitore, fino alle 6 del giorno dopo. Gli agenti ascoltano pazienti la testimonianza della persona di fronte a loro in viale IV Novembre, una strada che rientra pienamente nello stradario dei divieti, in vigore fino al 1° ottobre.
Hanno posteggiato il mezzo poco distante, in via Turri, e chiedono al cinese le generalità di chi, secondo lui, non starebbe rispettando la misura. Il dialogo dura poco ed è chiuso dalla rassicurazione che tutti sono tenuti a rispettare la misura. Dopo, uno torna alla propria attività, gli altri riprendono il loro lavoro. In base all’ordinanza, “gli ufficiali e gli agenti della forza pubblica sono incaricati dell’osservanza dell’ordinanza e di farne rispettare le disposizioni”. Nel testo si prevede anche il sequestro delle bevande nel caso qualcuno sia pizzicato.
Tuttavia, gran parte delle attività sembra essere incurante dell’ordinanza. Soltanto in un caso, durante il percorso nella zona, capita di vedere scritto all’ingresso di un locale un cartello con un divieto di somministrare alcol e una scritta in cui è citato un divieto di consumo di bevande alcoliche dalle 15. La vetrina è quella di un locale a cui era stata sospesa la licenza non troppo tempo fa.
Per il resto, tutto è rimasto fermo a prima dell’ordinanza. Non si notano segnali fuori dai locali, non si notano copie della nuova misura nei locali e, soprattutto, non sono cambiati i comportamenti dei gestori anche sulla base delle richieste dei clienti. Era possibile loro, già prima dell’ordinanza, scegliere tra prodotti simili venduti a prezzi diversi a seconda dell’attività. Con l’introduzione del divieto di vendita dalle 15 alle 6 dell’indomani può scattare un meccanismo di competizione per cui, se un gestore rinuncia a vendere sostanze alcoliche per almeno sei ore (per diversi locali il limite di chiusura è stato fissato alle 21), costui rischia di perdere clienti e ricavi rispetto a chi invece fa una scelta meno virtuosa.(g.f.)
Sono da poco passate le 15, l’ora in cui si attiva l’ordinanza che sancisce il divieto di vendita di bevande alcoliche, in qualsiasi contenitore, fino alle 6 del giorno dopo. Gli agenti ascoltano pazienti la testimonianza della persona di fronte a loro in viale IV Novembre, una strada che rientra pienamente nello stradario dei divieti, in vigore fino al 1° ottobre.
Hanno posteggiato il mezzo poco distante, in via Turri, e chiedono al cinese le generalità di chi, secondo lui, non starebbe rispettando la misura. Il dialogo dura poco ed è chiuso dalla rassicurazione che tutti sono tenuti a rispettare la misura. Dopo, uno torna alla propria attività, gli altri riprendono il loro lavoro. In base all’ordinanza, “gli ufficiali e gli agenti della forza pubblica sono incaricati dell’osservanza dell’ordinanza e di farne rispettare le disposizioni”. Nel testo si prevede anche il sequestro delle bevande nel caso qualcuno sia pizzicato.
Tuttavia, gran parte delle attività sembra essere incurante dell’ordinanza. Soltanto in un caso, durante il percorso nella zona, capita di vedere scritto all’ingresso di un locale un cartello con un divieto di somministrare alcol e una scritta in cui è citato un divieto di consumo di bevande alcoliche dalle 15. La vetrina è quella di un locale a cui era stata sospesa la licenza non troppo tempo fa.
Per il resto, tutto è rimasto fermo a prima dell’ordinanza. Non si notano segnali fuori dai locali, non si notano copie della nuova misura nei locali e, soprattutto, non sono cambiati i comportamenti dei gestori anche sulla base delle richieste dei clienti. Era possibile loro, già prima dell’ordinanza, scegliere tra prodotti simili venduti a prezzi diversi a seconda dell’attività. Con l’introduzione del divieto di vendita dalle 15 alle 6 dell’indomani può scattare un meccanismo di competizione per cui, se un gestore rinuncia a vendere sostanze alcoliche per almeno sei ore (per diversi locali il limite di chiusura è stato fissato alle 21), costui rischia di perdere clienti e ricavi rispetto a chi invece fa una scelta meno virtuosa.(g.f.)
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