«Bene l’ordinanza, ma fate i controlli»
Le associazioni di categoria approvano il divieto anti-alcol firmato da Vecchi e chiedono: «Perché la Coop fa eccezione?»
REGGIO EMILIA. «L’ordinanza contro il consumo di alcol è positiva, non risolutiva. Andrebbe applicata da tutti, Coop inclusa, ma senza controlli è tutto inutile». Pressoché unanime il giudizio delle associazioni di categoria sulla misura vigente in zona stazione tutti i giorni, fino al prossimo 1° ottobre. Il testo, tra gli altri aspetti, prevede il divieto di vendere alcolici per l’asporto dalle 15 alle 6 del giorno seguente e il divieto di bere sostanze alcoliche nelle aree pubbliche della zona a qualsiasi ora del giorno e della notte. Dalla carta alla realtà c’è l’ostacolo dei sacchetti, usati già da molte attività per aggirare la misura, con la legittima protesta di chi la rispetta.
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Confcommercio: "Serve equilibrio". «È sempre difficile trovare un equilibrio tra quanto è necessario e quanto si vorrebbe fare – esordisce Donatella Prampolini, presidente provinciale di Confcommercio – ma in una zona in cui vi sono episodi reiterati di criminalità l’ordinanza è positiva. L’importante è non penalizzare in modo eccessivo gli esercizi commerciali, ma non possiamo attaccare l’amministrazione».
I furbetti? «Bisogna essere sicuri che l’ordinanza sia rispettata da tutti – aggiunge Prampolini – altrimenti gli onesti rimangono con il cerino in mano. Ci auguriamo che ognuno faccia il proprio dovere». L’ordinanza, da quanto segnalato dal Comune, risparmia la Coop. «Un’anomalia – commenta la presidente – perché è all’interno della zona: le leggi devono valere per tutti».
Federconsumatori: "Coerenza fondamentale". «Per essere seri e coerenti bisognerebbe vietare la vendita di alcolici nelle ore dell’ordinanza anche alla Coop – riprende Giovanni Trisolini, presidente provinciale di Federconsumatori – ma la mia è solo una provocazione». Lo stratagemma del sacchetto? «La coerenza è fondamentale – commenta Trisolini – ma c’è bisogno di un minimo di rigore e di regole in più anche a livello nazionale».
In che senso? «Da tempo si assiste a una campagna sulle droghe in cui si sostiene che fanno male – spiega Trisolini – e tolgono parimenti la patente se uno guida sotto effetto di uno spinello o dell’alcol; tuttavia, uno non è legale, l’altro si vende tranquillamente». Tornando all’ordinanza: «Dare segnali è positivo – conclude il numero uno reggiano di Federconsumatori – ma che essi producano gli effetti sperati è tutto da vedere».
Confesercenti: "Ordinanza non risolutiva". Per Dario Domenichini, presidente provinciale di Confesercenti «l’ordinanza è un provvedimento che andava preso». Può bastare? «Il controllo sistematico resta la principale attività che bisognerebbe svolgere – riprende Domenichini – ma temo che chi voglia bere vada appena un po’ più avanti».
C’è anche la Coop. «C’è anche quel tema lì – aggiunge il presidente provinciale di Confesercenti – ma il problema è che l’ordinanza non è risolutiva. Bisogna evitare che si consumi alcol sul posto ed è un bene che siano vietati i consumi nelle aree pubbliche per tutto il giorno; tuttavia, i controlli sono fondamentali. Se poi si continuano a nascondere le bottiglie con i sacchetti, tutto è inutile e si vanificano anche i buoni principi».
Gabriele Farina
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