I Parchi Diamante e Gelso lottano con topi e spaccio
di Gabriele Farina
Il percorso tra le aree pubbliche cittadine prosegue nella zona dell’Orologio Vetri, carte e bottiglie vicino ai giochi per bimbi, gli sportivi si devono adattare
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REGGIO EMILIA. Topi e frequentatori notturni di troppo, attrezzature e controlli carenti. Ecco le segnalazioni più comuni che s’incontrano nei parchi Il Diamante e Il Gelso, l’area verde con cui prosegue il viaggio tra le aree pubbliche reggiane.
Il percorso ricomincia da Il Diamante. È il più piccolo dei due, posti in zona Orologio, ed è compreso tra le vie Bulgaria, Danimarca, Wagner e Gorizia. Visto dall’alto, ha la forma di una “D”, percorsa al centro da un viale costeggiato da panchine. Mostrano i segni del tempo, ma appaiono in buono stato. L’area più critica è quella più a sud, nei pressi della zona dedicata ai giochi dei bambini. A pochi metri da due strutture con quattro altalene, perfettamente funzionanti, c’è la parte più sporca del Parco.
Si trovano cocci di vetro, bottiglie e cartacce nei pressi di una struttura rialzata dalla base circolare. Su un fianco, una piccola struttura a base rettangolare nasconde una fessura. Secondo i frequentatori, è da lì che escono i topi, più volte notati da loro. I graffiti che si notano sulla base e su gran parte dello sfondo della piazzola sono la brutta copia del tunnel che conduce nel cuore del Parco Il Gelso.
L’area verde è divisa in due sezioni. La prima, più piccola e più occidentale, presenta il maggior numero di attività. Si va dalla ludoteca al Teatro dell’Orologio sino all’omonimo centro sociale. Pedoni e ciclisti possono proseguire su percorsi separati per accedere alla parte più ampia e sportiva dell’area verde. Il percorso è segnato da un sottopassaggio in cui, da un lato e dall’altro, è possibile osservare graffiti. Sono stati realizzati da artisti di strada reggiani in collaborazione con il Comune. Tra le immagini, i tipici funghi che fanno crescere in modo esponenziale, come in un videogioco basato sulle avventure di un idraulico dal nome italiano.
Aumentano anche i giochi nella parte orientale de Il Gelso. Il primo che si nota è un’area dedicata ai tappeti elastici, gestita da un privato. Alla sinistra, un campo di calcio più piccolo, la cui pavimentazione è irregolare e ricoperta da pietre. Le reti delle porte sono assenti, così come quelle del campo più grande, posto alla destra del sentiero principale.
Entrambi sono al sole, così i ragazzi che si dedicano al pallone preferiscono giocare all’ombra, ai lati del sentiero. La struttura che appare in migliore condizione è il campo da basket, privo di una copertura in muratura e di qualche albero al lato. L’attrezzatura sportiva più simbolica è rappresentata dagli scivoli che scendono dai lati della collina più alta del Parco.
I giovani, per lo più adolescenti, preferiscono però sedere sulle panchine o giocare con un carrello da supermercato piuttosto che lanciarsi da quell’altezza. Nella zona più esterna del campo da calcio più grande si trova uno spazio dedicato agli attrezzi.
All’interno dell’area verde si trovano altri giochi per bambini, anch’essi in buono stato. Le panchine sono frequenti, non nuove, ma non presentano particolari criticità.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il percorso ricomincia da Il Diamante. È il più piccolo dei due, posti in zona Orologio, ed è compreso tra le vie Bulgaria, Danimarca, Wagner e Gorizia. Visto dall’alto, ha la forma di una “D”, percorsa al centro da un viale costeggiato da panchine. Mostrano i segni del tempo, ma appaiono in buono stato. L’area più critica è quella più a sud, nei pressi della zona dedicata ai giochi dei bambini. A pochi metri da due strutture con quattro altalene, perfettamente funzionanti, c’è la parte più sporca del Parco.
Si trovano cocci di vetro, bottiglie e cartacce nei pressi di una struttura rialzata dalla base circolare. Su un fianco, una piccola struttura a base rettangolare nasconde una fessura. Secondo i frequentatori, è da lì che escono i topi, più volte notati da loro. I graffiti che si notano sulla base e su gran parte dello sfondo della piazzola sono la brutta copia del tunnel che conduce nel cuore del Parco Il Gelso.
L’area verde è divisa in due sezioni. La prima, più piccola e più occidentale, presenta il maggior numero di attività. Si va dalla ludoteca al Teatro dell’Orologio sino all’omonimo centro sociale. Pedoni e ciclisti possono proseguire su percorsi separati per accedere alla parte più ampia e sportiva dell’area verde. Il percorso è segnato da un sottopassaggio in cui, da un lato e dall’altro, è possibile osservare graffiti. Sono stati realizzati da artisti di strada reggiani in collaborazione con il Comune. Tra le immagini, i tipici funghi che fanno crescere in modo esponenziale, come in un videogioco basato sulle avventure di un idraulico dal nome italiano.
Aumentano anche i giochi nella parte orientale de Il Gelso. Il primo che si nota è un’area dedicata ai tappeti elastici, gestita da un privato. Alla sinistra, un campo di calcio più piccolo, la cui pavimentazione è irregolare e ricoperta da pietre. Le reti delle porte sono assenti, così come quelle del campo più grande, posto alla destra del sentiero principale.
Entrambi sono al sole, così i ragazzi che si dedicano al pallone preferiscono giocare all’ombra, ai lati del sentiero. La struttura che appare in migliore condizione è il campo da basket, privo di una copertura in muratura e di qualche albero al lato. L’attrezzatura sportiva più simbolica è rappresentata dagli scivoli che scendono dai lati della collina più alta del Parco.
I giovani, per lo più adolescenti, preferiscono però sedere sulle panchine o giocare con un carrello da supermercato piuttosto che lanciarsi da quell’altezza. Nella zona più esterna del campo da calcio più grande si trova uno spazio dedicato agli attrezzi.
All’interno dell’area verde si trovano altri giochi per bambini, anch’essi in buono stato. Le panchine sono frequenti, non nuove, ma non presentano particolari criticità.
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