L’Atelier dei Sapori punta sulla ricerca
di Roberto Fontanili
La Fondazione si fa carico del servizio di ristorazione per promuovere una sana alimentazione e corretti stili di vita
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REGGIO EMILIA. Il gusto è sapore, ma anche sapere. E cioè conoscere per poter apprezzare ciò che si mangia, investendo in ricerca e modelli per promuovere e sviluppare nei bambini l’abitudine a una sana alimentazione e a corretti stili di vita. Detto così suona complicato, ma in realtà l’operazione annunciata ieri dal Comune che trasferisce a titolo gratuito l’attività di caffetteria e ristorazione “Pause – Atelier dei sapori” in funzione al Centro Malaguzzi da Reggio Children srl alla Fondazione Reggio Children (con quest’ultima che si fa carico dell’attività e della gestione, compreso il personale con la stabilizzazione di sette unità) è duplice, e in linea con i compiti della Fondazione di fare ricerca e sviluppare modelli comportamentali.
Da un lato l’operazione deve essere fatta per rispettare la nuova Legge Madia sulle società partecipate, ma dall’altro guarda al futuro e alla crescita del Tecnopolo e delle Reggiane, prevedendo nel medio termine investimenti per ampliare un’attività di ristorazione che spesso fa segnare il tutto esaurito (con un fatturato annuo di circa un milione di euro) e aprirsi in futuro alla collaborazione con privati.
A spiegare che anche in futuro i bambini dei Nidi e Scuole d’Infanzia continueranno a mangiare l’erbazzone (seppur eliminando lo strutto), o altri piatti della nostra tradizione portando avanti l’esperienza delle cucine delle scuole e asili comunali, sono stati ieri il sindaco Luca Vecchi, l’assessore Daniele Marchi, il presidente della Fondazione Reggio Children Carla Rinaldi e di Reggio Children srl Claudia Giudici. Il trasferimento avrebbe potuto diventare un’operazione meramente tecnica per rispettare la normativa Madia, invece il Comune in accordo con quel mondo complesso che è la “galassia Reggio Children”, ha deciso di farne un’operazione culturale che vede la partecipazione di nutrizionisti, pediatri, famiglie, per combattere l’obesità infantile, promuovere una buona alimentazione sulla crescita e la salute dei bambini e sviluppare progetti su cibo sostenibile a scarto zero.
«L’operazione – afferma Vecchi – fa tesoro della conoscenza di Pause e continuerà l’esperienza delle cucine interne alle nostre Scuole e Nidi e si delinea come uno sviluppo delle funzioni di ricerca della Fondazione sull’alimentazione, collegandola a educazione e stili di vita a beneficio di ogni età». Per i presidenti Claudia Giudici e Carla Rinaldi «si creano le condizioni per uno sviluppo di Pause e un rafforzamento sul piano della ricerca in una coerente suddivisione delle competenze del nostro sistema educativo, pedagogico e di ricerca e oggi non c'è tema più internazionale e interculturale del cibo che è uno dei minimi comuni denominatori». Da ultimo l’assessore Marchi ha evidenziato come «l’operazione si collochi in un percorso sulle società controllate, iniziato con gli adeguamenti statutari e che proseguirà a settembre con il piano di razionalizzazioni».
Da un lato l’operazione deve essere fatta per rispettare la nuova Legge Madia sulle società partecipate, ma dall’altro guarda al futuro e alla crescita del Tecnopolo e delle Reggiane, prevedendo nel medio termine investimenti per ampliare un’attività di ristorazione che spesso fa segnare il tutto esaurito (con un fatturato annuo di circa un milione di euro) e aprirsi in futuro alla collaborazione con privati.
A spiegare che anche in futuro i bambini dei Nidi e Scuole d’Infanzia continueranno a mangiare l’erbazzone (seppur eliminando lo strutto), o altri piatti della nostra tradizione portando avanti l’esperienza delle cucine delle scuole e asili comunali, sono stati ieri il sindaco Luca Vecchi, l’assessore Daniele Marchi, il presidente della Fondazione Reggio Children Carla Rinaldi e di Reggio Children srl Claudia Giudici. Il trasferimento avrebbe potuto diventare un’operazione meramente tecnica per rispettare la normativa Madia, invece il Comune in accordo con quel mondo complesso che è la “galassia Reggio Children”, ha deciso di farne un’operazione culturale che vede la partecipazione di nutrizionisti, pediatri, famiglie, per combattere l’obesità infantile, promuovere una buona alimentazione sulla crescita e la salute dei bambini e sviluppare progetti su cibo sostenibile a scarto zero.
«L’operazione – afferma Vecchi – fa tesoro della conoscenza di Pause e continuerà l’esperienza delle cucine interne alle nostre Scuole e Nidi e si delinea come uno sviluppo delle funzioni di ricerca della Fondazione sull’alimentazione, collegandola a educazione e stili di vita a beneficio di ogni età». Per i presidenti Claudia Giudici e Carla Rinaldi «si creano le condizioni per uno sviluppo di Pause e un rafforzamento sul piano della ricerca in una coerente suddivisione delle competenze del nostro sistema educativo, pedagogico e di ricerca e oggi non c'è tema più internazionale e interculturale del cibo che è uno dei minimi comuni denominatori». Da ultimo l’assessore Marchi ha evidenziato come «l’operazione si collochi in un percorso sulle società controllate, iniziato con gli adeguamenti statutari e che proseguirà a settembre con il piano di razionalizzazioni».
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