Gazzetta di Reggio

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La bomba artigianale pesava due chili

di Ambra Prati
La bomba artigianale pesava due chili

Il Ris chiarirà la composizione dell’ordigno. Palese l’intento intimidatorio: l’attenzione si concentra sull’ospite della casa

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BAISO. Un ordigno del peso di circa due chili: è il particolare che trapela sulla bomba artigianale fatta esplodere venerdì scorso a mezzanotte sotto il porticato di un’abitazione in via Borgo Visignolo 33-35. In questi giorni di indagini a tambur battente è ancora sconosciuta la composizione della bomba: per sapere con quali materiali è stata assemblata occorrerà attendere il responso del Ris di Parma, ai quali i carabinieri della Scientifica di Reggio hanno inviato i diversi campioni – una quindicina di frammenti – rinvenuti e repertati sul posto. Però le dimensioni della bomba non lasciano dubbi sull’intento intimidatorio: un “avvertimento” recapitato da mani ignote che aveva l’obiettivo di spaventare e di provocare danni, ma soprattutto di recapitare un “messaggio” inequivocabile a qualcuno.

L’abitazione è di proprietà delle sorelle Cilloni – Rita, Lucia e Paola – che l’hanno ereditata dai genitori, originari del borgo. Una casa formata da due appartamenti – uno al piano terra e l’altro al primo piano – disabitata da almeno cinque anni. Una famiglia stimata e tranquilla, quella dei Cilloni, che non risulta avere alcuna inimicizia.

Le indagini proseguono senza escludere alcuna pista, ma fin dalle prime ore hanno perso consistenza le ipotesi investigative legate alla scelta casuale del bersaglio da parte di un ubriaco, o all’atto vandalico in una zona fuori mano, in una borgata di poche case. Nonostante il riserbo dell’Arma, coordinata in questa delicata inchiesta dal pm Giulia Stignani, non rimangono molte altre piste. Si indaga sulla persona che aveva in uso l’abitazione in modo temporaneo: Gian Luca Catelani, 54 anni, il modenese amico di famiglia alloggiato a Borgo Visignolo dal 15 luglio scorso. Su di lui, ex gestore di locali a Modena, e sulle sue frequentazioni si sta concentrando l’attenzione degli inquirenti. Si sta cercando di capire perché l’esplosione è avvenuta a mezzanotte e l’allarme è stato lanciato solo 4 ore dopo, quando Catelani è rientrato a casa, e si cerca di fare luce sugli spostamenti dello stesso Catelani durante quella nottata. Intanto sono state acquisite le immagini delle 17 telecamere sparse sul territorio comunale di Baiso e quelle di Castellarano e Scandiano, per cercare di ricostruire i movimenti di altre persone.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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