bini sui punti nascita e la sanitÀ
«La copertura dei servizi essenziali su tutto il territorio provinciale»
CASTELNOVO MONTI. Dopo mesi e mesi in cui sul punto nascite del Sant’Anna l’Appennino ha condotto una “battaglia” solitaria, l’allargamento del dibattito sul mantenimento del servizio anche a...
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CASTELNOVO MONTI. Dopo mesi e mesi in cui sul punto nascite del Sant’Anna l’Appennino ha condotto una “battaglia” solitaria, l’allargamento del dibattito sul mantenimento del servizio anche a Scandiano ha allargato il discorso ad un livello ulteriore. Sembra proprio un invito ad evitare “fughe in avanti” e a tenere una linea comune l’ultimo intervento di Enrico Bini sul tema, che fa seguito anche ad un ordine del giorno per il mantenimento del punto nascite del Magati approvato dall’Unione Tresinaro Secchia.
«L’ordine del giorno relativo al punto nascite dell’ospedale Magati di Scandiano offre spunti per alcune riflessioni – afferma Bini –. Il primo è che il tema posto dal documento sull’attrattività contrattuale per i medici negli ospedali periferici è condivisibile: il potenziamento degli organici di ginecologi, anestesisti e pediatri è un obiettivo importante per tutta la rete ospedaliera provinciale, da perseguire anche attraverso proposte lavorative in grado di attrarre professionisti. C’è un tema di portata nazionale per quanto riguarda la carenza di personale medico, in particolare per alcune specializzazioni, il cui accesso probabilmente è stato eccessivamente ristretto negli ultimi anni: anche nei giorni scorsi, a fronte dei numeri complessivi in Italia per i contratti di formazione medica specialistica indicati dal Ministero della Salute, i giovani della Anaao (Associazione Nazionale Aiuti e Assistenti Ospedalieri) hanno espresso forti dubbi e suggerito di innalzare tali numeri, evidenziando la grave carenza di specialisti rispetto al fabbisogno e ai pensionamenti previsti nei prossimi anni, parlando di un vero e proprio “imbuto formativo”. Ma bisogna anche capire se accanto a questa carenza c’è davvero una difficoltà nei nostri ospedali periferici a risultare interessanti per i professionisti, analizzandone le cause compresi i livelli contrattuali».
Prosegue Bini: «Rispetto ad una ulteriore serie di considerazioni contenute nell’Odg, su quanto il punto nascite del Magati sia importante per un territorio popoloso, credo che sarebbe di grande importanza ragionare sull’organizzazione dei servizi su una base provinciale e non per singoli distretti. Una discussione che non potrà non tenere conto anche di distanze e tempi di percorrenza, al di là dei parametri sui numeri dei parti, con la consapevolezza che nei prossimi anni difficilmente il trend delle nascite vedrà una inversione». Conclude il sindaco di Castelnovo: «Come abbiamo più volte ribadito, anche nei documenti presentati alla Regione a sostegno della richiesta di deroga, il tema della sicurezza si può superare se sarà possibile contare su una dotazione adeguata di personale medico e tecnologie, implementando anche i criteri di turnazione delle équipe che già oggi vengono applicati tra i diversi ospedali. Ribadisco anche l’importanza che tutto il territorio provinciale veda una adeguata copertura dei servizi essenziali, in una più ampia visione di tenuta sociale ed economica. Chiediamo che la Regione accompagni le richieste di deroga per i punti nascita rivolte al Ministero con una progettualità che consideri già ora tutti questi aspetti».
«L’ordine del giorno relativo al punto nascite dell’ospedale Magati di Scandiano offre spunti per alcune riflessioni – afferma Bini –. Il primo è che il tema posto dal documento sull’attrattività contrattuale per i medici negli ospedali periferici è condivisibile: il potenziamento degli organici di ginecologi, anestesisti e pediatri è un obiettivo importante per tutta la rete ospedaliera provinciale, da perseguire anche attraverso proposte lavorative in grado di attrarre professionisti. C’è un tema di portata nazionale per quanto riguarda la carenza di personale medico, in particolare per alcune specializzazioni, il cui accesso probabilmente è stato eccessivamente ristretto negli ultimi anni: anche nei giorni scorsi, a fronte dei numeri complessivi in Italia per i contratti di formazione medica specialistica indicati dal Ministero della Salute, i giovani della Anaao (Associazione Nazionale Aiuti e Assistenti Ospedalieri) hanno espresso forti dubbi e suggerito di innalzare tali numeri, evidenziando la grave carenza di specialisti rispetto al fabbisogno e ai pensionamenti previsti nei prossimi anni, parlando di un vero e proprio “imbuto formativo”. Ma bisogna anche capire se accanto a questa carenza c’è davvero una difficoltà nei nostri ospedali periferici a risultare interessanti per i professionisti, analizzandone le cause compresi i livelli contrattuali».
Prosegue Bini: «Rispetto ad una ulteriore serie di considerazioni contenute nell’Odg, su quanto il punto nascite del Magati sia importante per un territorio popoloso, credo che sarebbe di grande importanza ragionare sull’organizzazione dei servizi su una base provinciale e non per singoli distretti. Una discussione che non potrà non tenere conto anche di distanze e tempi di percorrenza, al di là dei parametri sui numeri dei parti, con la consapevolezza che nei prossimi anni difficilmente il trend delle nascite vedrà una inversione». Conclude il sindaco di Castelnovo: «Come abbiamo più volte ribadito, anche nei documenti presentati alla Regione a sostegno della richiesta di deroga, il tema della sicurezza si può superare se sarà possibile contare su una dotazione adeguata di personale medico e tecnologie, implementando anche i criteri di turnazione delle équipe che già oggi vengono applicati tra i diversi ospedali. Ribadisco anche l’importanza che tutto il territorio provinciale veda una adeguata copertura dei servizi essenziali, in una più ampia visione di tenuta sociale ed economica. Chiediamo che la Regione accompagni le richieste di deroga per i punti nascita rivolte al Ministero con una progettualità che consideri già ora tutti questi aspetti».
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