Santa Maria, 300 ricoveri in più al mese
Laura Trabucco, medico del pronto soccorso: «Mai visti così tanti casi importanti di disidratazione»
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REGGIO EMILIA. Circa trecento accessi al mese in più al pronto soccorso, con centinaia di casi di disidratazione o insufficienze renali. È questo il bilancio, ancora tutto in evoluzione, del pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Primo punto di accesso per tutti coloro che sono caduti vittima del caldo eccezionale che sta colpendo l’Italia e il nostro territorio.
Un trend che ha cominciato a crescere, rispetto all’anno precedente, già a partire dal mese di maggio, quando si sono verificati i primi picchi e gli accessi all’hub dell’Arcispedale sono saliti da circa 6.300 del 2016 a 6.600 nel 2017.
La crescita è proseguita poi a giugno, quando dai 6.157 accessi dello scorso anno si è passati a 6.364, mentre ancora provvisorio è il resoconto di luglio che, fino a qualche giorno fa, ne aveva fatti registrare circa 130 in più. A spiegare questa crescita è Laura Trabucco, medico del pronto soccorso del Santa Maria: «Quest’anno il trend di crescita nei ricoveri è cominciato già a maggio, proprio in coincidenza con le prime ondate di forte caldo. Una crescita che ha riguardato ovviamente le persone over 75, con casi anche di gravi insufficienze renali o disidratazioni allo stadio avanzato. Facendo una media statistica, su 100 ricoveri 56 hanno riguardato anziani ma chiaramente sono molto a rischio anche i più piccoli in età pediatrica».
Un picco di caldo che, anche a memoria della dottoressa, è senza precedenti. «Sono tantissimi anni che lavoro qui – spiega – ma non mi era mai successo di vedere così tanti casi di disidratazione con insufficienze renali importanti, il caldo ci ha prosciugato».
Per questo, conclude la Trabucco, sarebbe bene seguire qualche regola semplice ma importante: «Il consiglio più ovvio, ma anche il meno seguito, è bere tanto. Minimo un litro e mezzo al giorno. Poi soprattutto per i più anziani bisogna evitare di uscire nelle ore critiche, limitandosi alla mattina presto o alla sera, e mangiare molta frutta e verdura tralasciando quelle pietanze caloriche e pesanti che tanto piacciono ai reggiani». (l.g.)
Un trend che ha cominciato a crescere, rispetto all’anno precedente, già a partire dal mese di maggio, quando si sono verificati i primi picchi e gli accessi all’hub dell’Arcispedale sono saliti da circa 6.300 del 2016 a 6.600 nel 2017.
La crescita è proseguita poi a giugno, quando dai 6.157 accessi dello scorso anno si è passati a 6.364, mentre ancora provvisorio è il resoconto di luglio che, fino a qualche giorno fa, ne aveva fatti registrare circa 130 in più. A spiegare questa crescita è Laura Trabucco, medico del pronto soccorso del Santa Maria: «Quest’anno il trend di crescita nei ricoveri è cominciato già a maggio, proprio in coincidenza con le prime ondate di forte caldo. Una crescita che ha riguardato ovviamente le persone over 75, con casi anche di gravi insufficienze renali o disidratazioni allo stadio avanzato. Facendo una media statistica, su 100 ricoveri 56 hanno riguardato anziani ma chiaramente sono molto a rischio anche i più piccoli in età pediatrica».
Un picco di caldo che, anche a memoria della dottoressa, è senza precedenti. «Sono tantissimi anni che lavoro qui – spiega – ma non mi era mai successo di vedere così tanti casi di disidratazione con insufficienze renali importanti, il caldo ci ha prosciugato».
Per questo, conclude la Trabucco, sarebbe bene seguire qualche regola semplice ma importante: «Il consiglio più ovvio, ma anche il meno seguito, è bere tanto. Minimo un litro e mezzo al giorno. Poi soprattutto per i più anziani bisogna evitare di uscire nelle ore critiche, limitandosi alla mattina presto o alla sera, e mangiare molta frutta e verdura tralasciando quelle pietanze caloriche e pesanti che tanto piacciono ai reggiani». (l.g.)
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