piazza fiume
Telefono rubato, chiede il riscatto
Accusato di estorsione: voleva soldi dalla vittima di un furto
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REGGIO EMILIA. Un giovane tunisino è finito in manette nella serata di domenica perché aveva preteso che gli venissero consegnati 70 euro per la restituzione di un costoso telefono cellulare, rubato due giorni prima.
Il ragazzo reggiano vittima del furto, avvenuto sabato scorso, aveva subito denunciato il tunisino che lo ha contattato chiedendo soldi in cambio dello smartphone. Il pagamento di 70 euro doveva rappresentare un equo compenso”riscatto” per la restituzione dell’apparecchio. Ma la vittima del furto non è sembrata essere del medesimo avviso, allertando i carabinieri che sono entrati in azione.
Attorno all’una di notte i militari del Nucleo Operativo e del Radiomobile di Reggio Emilia, insospettiti da strani atteggiamenti assunti da alcuni giovani, sono intervenuti in piazza Fiume dove hanno colto il tunisino di 30 anni, che abita in città, intento a portare a termine lo scambio.
L’uomo, infatti, venuto in possesso del cellulare rubato, è stato fermato. I carabinieri, ricostruiti i fatti, hanno proceduto all’arresto del tunisino dopo averlo identificato. Lo hanno quindi accompagnato in caserma dove, ultimate le formalità di rito, lo hanno trattenuto in attesa del rito direttissimo, avvenuto ieri mattina in tribunale a Reggio, davanti al giudice Luca Ramponi. Per il 30enne, difeso dall’avvocato Vainer Burani, è stata chiesta e ottenuta la custodia cautelare in carcere in attesa di giudizio.
Resta da verificare se il tunisino sia stato l’autore materiale del furto del telefono o l’abbia ricettato prima di tentare la restituzione illegittima.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il ragazzo reggiano vittima del furto, avvenuto sabato scorso, aveva subito denunciato il tunisino che lo ha contattato chiedendo soldi in cambio dello smartphone. Il pagamento di 70 euro doveva rappresentare un equo compenso”riscatto” per la restituzione dell’apparecchio. Ma la vittima del furto non è sembrata essere del medesimo avviso, allertando i carabinieri che sono entrati in azione.
Attorno all’una di notte i militari del Nucleo Operativo e del Radiomobile di Reggio Emilia, insospettiti da strani atteggiamenti assunti da alcuni giovani, sono intervenuti in piazza Fiume dove hanno colto il tunisino di 30 anni, che abita in città, intento a portare a termine lo scambio.
L’uomo, infatti, venuto in possesso del cellulare rubato, è stato fermato. I carabinieri, ricostruiti i fatti, hanno proceduto all’arresto del tunisino dopo averlo identificato. Lo hanno quindi accompagnato in caserma dove, ultimate le formalità di rito, lo hanno trattenuto in attesa del rito direttissimo, avvenuto ieri mattina in tribunale a Reggio, davanti al giudice Luca Ramponi. Per il 30enne, difeso dall’avvocato Vainer Burani, è stata chiesta e ottenuta la custodia cautelare in carcere in attesa di giudizio.
Resta da verificare se il tunisino sia stato l’autore materiale del furto del telefono o l’abbia ricettato prima di tentare la restituzione illegittima.
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