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Truffe informatiche, 260 casi in sei mesi

Truffe informatiche, 260 casi in sei mesi

In calo nella nostra provincia le frodi creditizie online. In tutta l’Emilia-Romagna registrati 1.898 casi

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REGGIO EMILIA. Sono 260, con un calo del -5,3%, i casi di frode informatica registrati nella provincia di Reggio Emilia nel primo semestre 2016: furti d’identità e frodi creditizie da parte di ladri tecnologici, con l’emissione di assegni e cambiali a nome altrui o l’utilizzo di carte di credito.

In tutta l’Emilia-Romagna, sono stati rilevati 1.898 casi (+ 6,2% rispetto all’anno precedente). Il maggior numero di frodi è stato registrato nella provincia di Bologna, con 399 casi che portano il territorio bolognese ad occupare la 13esima posizione nel ranking assoluto, seguita da Parma, con 263 casi. Subito dopo, invece, al terzo gradino del podio regionale, si colloca Reggio Emilia. È quanto fa sapere l’osservatorio di Crif, azienda specializzata in sistemi di informazione e soluzioni per il credito, giunto alla 24esima edizione, che nell’ultimo aggiornamento stima che nell’intero anno 2016, a livello nazionale, i casi siano stati più di 26.100, con una perdita economica che supera i 152 milioni di euro.

Nello specifico, l’osservatorio Crif prende in esame le frodi. Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, Bologna, in particolare, ha fatto segnare anche la crescita più sostenuta in regione, con un eloquente +25% rispetto al 2015. In calo, invece, i casi a Reggio, per una percentuale del -5,6%.

La maggioranza delle vittime, secondo il report, sono uomini (nel 64,3% dei casi) mentre relativamente alla distribuzione delle frodi per classi di età, quella in cui si rileva il maggior numero di casi risulta essere ancora una volta quella compresa tra i 41 e i 50 anni, con il 26,3% del totale. Questo perché c’è la tendenza da parte dei frodatori a individuare vittime che hanno stabilità reddituale, una storia creditizia consolidata ed elevata propensione agli acquisti di beni durevoli.

Da sottolineare, però, come la fascia di età nella quale si rileva il maggior incremento sia quella degli under 30 (+11,3%) a dimostrazione che, rispetto a quanto si potrebbe pensare, i giovani spesso si caratterizzano per abitudini poco prudenti e una ridotta attenzione verso comportamenti virtuosi. Crif sottolinea che il 19,3% delle frodi viene scoperto addirittura dopo tre anni o più. Più tempo passa, maggiori sono i disagi che la vittima dovrà sostenere a causa delle crescenti difficoltà nel ricostruire la vicenda e individuare i responsabili.

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