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Blitz M5s in hotel: «Ci sono pochi controlli»

Blitz M5s in hotel: «Ci sono pochi controlli»

Ispezione dei deputati grillini nell’albergo Italia. La replica di Codeluppi: «Nessuna irregolarità»

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REGGIO EMILIA. È stato un vero e proprio blitz a sorpresa quello effettuato lunedì mattina dai deputati del Movimento 5 stelle Maria Edera Spadoni e Giuseppe Brescia nell’albergo Italia, una delle strutture dove la Dimora d’Abramo ospita richiedenti asilo. Un controllo che, a detta dei parlamentari, ha dato un risultato tutt’altro che positivo.

«Arrivati nella struttura – scrivono i pentastellati – abbiamo visitato gli spazi, accompagnati dall’unico operatore presente. È subito saltato all’occhio che qualcosa non tornava per il numero di ospiti presenti. In alcune stanze, in teoria adibite per tre persone, erano presenti due letti a castello e in una stanza in particolare erano presenti quattro richiedenti asilo a fronte dei tre previsti. Controllando poi il registro presenze abbiamo constatato che mancava il foglio firme e il numero dei migranti in elenco non corrispondeva a quello indicato alla prefettura».

In poche parole, concludono la Spadoni e Brescia, «data la mancanza di un sistema oggettivo di controllo, l’operatore che ogni giorno deve comunicare il numero di presenze reali all’ente gestore potrebbe indicare un numero errato. Particolare di non poco conto visto che l’ente riceve dalla prefettura 35 euro al giorno per ogni ospite».

Poche ore dopo il resoconto dei due deputati è arrivata però anche la replica di Luigi Codeluppi, presidente della Dimora: «Se conoscono altre situazioni in cui ritengano insufficienti i controlli sulle presenze dei richiedenti asilo le citino esplicitamente, ma non partendo da Reggio Emilia, dove è dimostrato e dimostrabile che i controlli dei diversi soggetti in campo (pubblici e privati) funzionano bene». E, anche se della visita viene apprezzato il rigore e la serietà, «non ne condivido le conclusioni. Affermare che manca un sistema di controllo oggettivo delle presenze non rispecchia affatto la realtà reggiana e rivela una conoscenza forse insufficiente. Gli alberghi come quello oggetto di visita sono utilizzati per la prima accoglienza, che si concretizza con preavvisi di poche ore rispetto agli arrivi; i cambiamenti sono anche quotidiani e anche lunedì erano in atto trasferimenti che comportavano l’uscita dall’albergo per l'accesso in appartamenti. Il controllo delle presenze è assolutamente costante». (l.g.)

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