Brescello, la polemica: «Una piazza scandalosamente vuota»
Le Agende Rosse dopo la manifestazione di domenica: «A quelli che negano la mafia diciamo: aprite gli occhi e la mente»
BRESCELLO. Fa ancora discutere la manifestazione di domenica in piazza Matteotti, dove sono stati ricordati – a 25 anni dalla morte – Paolo Borsellino e i componenti della sua scorta. A partecipare, i gruppi di Agende Rosse “Emanuela Loi” di Mantova, “Rita Atria” di Reggio Emilia e provincia, “Mauro Rostagno” di Modena e Brescello, “Attilio Manca” di Bologna, oltre ai gruppi “Rosario Livatino” di Pordenone ed “Emanuela Loi” di Udine, che hanno sfidato il caldo sole di fine luglio con l’obiettivo di dare un «segnale» al paese di Brescello, dove il tema dello scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose è ancora molto scottante. L’assenza dei residenti è sintomatica di quanto lo scioglimento sia stato maldigerito (e non accettato nelle sue motivazioni) da buona parte dei cittadini.
Dopo le considerazioni della deputata M5S Maria Edera Spadoni, che ha denunciato l’ostilità del paese a queste iniziative, è arrivata la presa di posizione delle Agende Rosse. «Sotto un sole cocente – si legge in una nota dell’associazione – in una piazza scandalosamente deserta, i nostri gruppi hanno realizzato questo sogno. Non è stato facile, lo sapevamo, ma la nostra è stata una scelta voluta per unire il doveroso ricordo nei confronti di chi ha perso la vita in via D’Amelio per la nostra libertà all’intento di lanciare un segnale forte nella piazza di un paese troppo silente, nonostante tutto. Desideriamo ringraziare tutti coloro che si sono uniti a noi, in una piazza terribilmente assolata e indifferente. Chi non ringraziamo sono coloro che con l’orologio al polso hanno controllato che non sforassimo di un minuto, per farci svuotare prima possibile la piazza. Chi non ringraziamo è colui che, in modo piuttosto concitato, ci ha intimato di non utilizzare l’ombra del tendone (deserto) della Pro loco posizionato sul suolo pubblico della piazza».
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«Il nostro – proseguono i manifestanti – è un movimento nato su impulso di Salvatore Borsellino, il fratello del magistrato. Quei cartelli, definiti in modo infamante “patetici”, raffiguravano i volti di coloro che quel giorno sono stati barbaramente uccisi. La commozione e le lacrime, definite “finte”, nel pronunciare le parole di Agnese Borsellino erano autentiche, perché erano le parole di chi quegli anni terribili li ha vissuti. Il nostro non è un movimento a scopo di lucro, non abbiamo alcuna sovvenzione e da questa nostra attività di volontariato non traiamo alcun guadagno.
A tutti coloro che non hanno ancora capito che anche a Brescello le Agende Rosse sono presenti diciamo: fatevene una ragione. A tutti coloro che affermano che a Brescello la ‘ndrangheta non esiste, diciamo: aprite gli occhi e la mente. A tutti coloro che chiudono gli occhi e si girano dall’altra parte, perché tanto i “Grande Aracri a Brescello non si sono comportati male”, ricordiamo che questa connivenza e indifferenza rende complici moralmente e non porta certo lustro a questo bellissimo paese. A tutti coloro che se la prendono con chi denuncia, ricordiamo l’antico proverbio “Quando il dito indica la luna, lo stolto guarda il dito”».
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