«Droghe e minorenni Il pericolo è sul web»
Angelina Dodi, responsabile del Sert, spiega i rischi nell’utilizzo di sostanze Fenomeno che riguarda anche i giovani: «Spesso comprano le dosi online»
3 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. Ecstasy, ketamina, metanfetamina, lsd. E ancora, eroina, cocaina, marijuana, allucinogeni. Il mercato delle droghe è in continua espansione e con l’aiuto della chimica offre ai propri clienti centinaia di varianti diverse. Sempre più forti e sempre più pericolose. Un fenomeno, quello del consumo di sostanze psicotrope di origine sintetica, che abbraccia anche i giovanissimi, alla ricerca dello sballo o semplicemente di qualche dose di coraggio in più per affrontare brillantemente una serata o far colpo sull’innamorato. Non considerando però gli effetti devastanti che anche una sola pasticca può avere sul nostro organismo fino a portare, non raramente, alla morte.
A spiegare il meccanismo dell’ecstasy, una delle sostanze più utilizzate per sballarsi durante serate e fine settimana, e il pericolo che corrono i ragazzi, è Angelina Dodi, responsabile del Sert, il Servizio dipendenze patologiche. «Questa sostanza – spiega la dottoressa – è molto in voga soprattutto fra gli under 25 e non da ultimo fra i più piccoli. Sono diversi i fattori che la rendono così appetibile. In primo luogo il prezzo, una pasticca può costare anche dai cinque ai nove euro. E poi la facilità di acquisto. L’offerta è tanta e viaggia in larga parte anche nel web sommerso, il “deep web”, che spesso i ragazzini conoscono anche meglio di noi operatori. Qui scelgono, comprano, organizzano lo scambio non solo per l’ecstasy ma anche per centinaia di varianti diverse di droghe dai nomi più disparati».
L’ecstasy, tuttavia, rimane quella che va per la maggiore. E i suoi effetti, anche a breve termine, possono essere devastanti per il corpo umano. «Il principio attivo di questa sostanza – prosegue la Dodi – è la molecola Mdma che combina una parte eccitante come l’anfetamina e una allucinogena come la mescalina. È la più usata dai nativi digitali che si vogliono sballare in occasione di serate in discoteca, festini, concerti. Agisce sulla ferotonina, una sostanza del cervello che regola umore, sonno e appetito, e trenta minuti dopo l’assunzione fa sentire in armonia con gli altri e con se stessi, può far ballare per ore senza stancarsi, dà un senso di euforia».
Tutto questo, tuttavia, ha un costo molto elevato. «Il cuore pompa molto di più e molto più velocemente – continua il medico – e rischia di cedere, la temperatura corporea può arrivare anche a 42 gradi, il cervello si sforza tanto. È una droga molto pericolosa, un colpo di calore fa raggrumare il sangue, creando degli emboli che impediscono la normale circolazione e possono provocare la necrosi dei tessuti, un arresto cardiaco o ictus celebrali». Il pericolo deriva anche dalle sostanze con cui viene tagliata l’ecstasy. Spesso sono materiali tossici, come il piombo, potenzialmente fatali. Oppure solventi o reagenti che provocano patologie al fegato e gravi insufficienze renali.
«Le persone che assistiamo probabilmente fanno uso anche di droghe sintetiche, ma chiedono aiuto per altri motivi – conclude la responsabile del Sert – La poliassunzione è una pratica frequente. Più del 60% utilizza oppiacei come marijuana o eroina. Il 25% è dipendente dagli alcolici mentre il 5% usa frequentemente cocaina. Infine un altro 5% si fa di allucinogeni e il restante di stimolanti».
Leonardo Grilli
A spiegare il meccanismo dell’ecstasy, una delle sostanze più utilizzate per sballarsi durante serate e fine settimana, e il pericolo che corrono i ragazzi, è Angelina Dodi, responsabile del Sert, il Servizio dipendenze patologiche. «Questa sostanza – spiega la dottoressa – è molto in voga soprattutto fra gli under 25 e non da ultimo fra i più piccoli. Sono diversi i fattori che la rendono così appetibile. In primo luogo il prezzo, una pasticca può costare anche dai cinque ai nove euro. E poi la facilità di acquisto. L’offerta è tanta e viaggia in larga parte anche nel web sommerso, il “deep web”, che spesso i ragazzini conoscono anche meglio di noi operatori. Qui scelgono, comprano, organizzano lo scambio non solo per l’ecstasy ma anche per centinaia di varianti diverse di droghe dai nomi più disparati».
L’ecstasy, tuttavia, rimane quella che va per la maggiore. E i suoi effetti, anche a breve termine, possono essere devastanti per il corpo umano. «Il principio attivo di questa sostanza – prosegue la Dodi – è la molecola Mdma che combina una parte eccitante come l’anfetamina e una allucinogena come la mescalina. È la più usata dai nativi digitali che si vogliono sballare in occasione di serate in discoteca, festini, concerti. Agisce sulla ferotonina, una sostanza del cervello che regola umore, sonno e appetito, e trenta minuti dopo l’assunzione fa sentire in armonia con gli altri e con se stessi, può far ballare per ore senza stancarsi, dà un senso di euforia».
Tutto questo, tuttavia, ha un costo molto elevato. «Il cuore pompa molto di più e molto più velocemente – continua il medico – e rischia di cedere, la temperatura corporea può arrivare anche a 42 gradi, il cervello si sforza tanto. È una droga molto pericolosa, un colpo di calore fa raggrumare il sangue, creando degli emboli che impediscono la normale circolazione e possono provocare la necrosi dei tessuti, un arresto cardiaco o ictus celebrali». Il pericolo deriva anche dalle sostanze con cui viene tagliata l’ecstasy. Spesso sono materiali tossici, come il piombo, potenzialmente fatali. Oppure solventi o reagenti che provocano patologie al fegato e gravi insufficienze renali.
«Le persone che assistiamo probabilmente fanno uso anche di droghe sintetiche, ma chiedono aiuto per altri motivi – conclude la responsabile del Sert – La poliassunzione è una pratica frequente. Più del 60% utilizza oppiacei come marijuana o eroina. Il 25% è dipendente dagli alcolici mentre il 5% usa frequentemente cocaina. Infine un altro 5% si fa di allucinogeni e il restante di stimolanti».
Leonardo Grilli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
