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Il cantiere è sospeso A rischio il futuro del centro sociale

Il cantiere è sospeso A rischio il futuro del centro sociale

Rio Saliceto: la Tecton ha abbandonato i lavori in via Nicolini Arbitrato in tribunale e contestazione tra ditta e proprietà

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RIO SALICETO. Il cantiere di via Nicolini è bloccato da una controversa legale e il futuro del centro sociale, punto di riferimento per il paese, potrebbe essere a rischio. L’annuncio è stato dato durante una assemblea ordinaria dei soci fatta il 13 luglio, alla presenza del presidente della coop Marco Ferrari, del sindaco Lucio Malavasi e dell’avvocato Michele Pancaldi, che ha illustrato il contenzioso legale in corso che da mesi tiene bloccato il “boccio” (chiamato così dai residenti perché sede del bocciodromo), quello che era uno dei luoghi di aggregazione più importanti del paese.

Quello stabile – duemila metri quadrati realizzati nel 1983 dove si trovavano il centro sociale, un caffè, sedi di associazioni, uffici e una sala di proprietà del Comune – è stato danneggiato pesantemente dal terremoto del 2012. E’ stata fatta la messa in sicurezza, poi, tramite un contributo regionale per opere di adeguamento sismico, si sono ottenute risorse per 911mila lavori, a condizione che i lavori finissero entro gennaio 2018.

Il committente dell’opera, per motivi burocratici, non è la coop tout court bensì il condominio Centro Sociale, che raggruppa 5-6 diversi soggetti diversi: la coop detiene comunque il 90%.

I lavori sono stati affidati alla Tecton e il cantiere è partito a inizio del 2016, con la finalità non solo del miglioramento sismico, ma anche di un profondo rinnovo degli spazi che avrebbe dovuto far cambiare volto allo stabile: data prevista per la consegna, fine 2016. Però è accaduto che nel marzo scorso la Tecton ha abbandonato il cantiere, ritenendo che il committente non abbia onorato gli impegni; circostanza che il condominio contesta. Tecton ha chiesto un arbitrato al tribunale, chiedendo che l’autorità giudiziaria accerti il suo presunto credito: ad oggi c’è un consulente nominato dal tribunale, oltre a periti di parte, che sta stendendo una relazione, sulla base della quale un giudice dovrà pronunciarsi. Intanto però la clessidra scorre, e questo contenzioso, qualsiasi sia l’esito, si prospetta come un disastro per la coop Centro Sociale. Il consulente ha 120 giorni, a partire da giugno, per eseguire il mandato peritale, quindi teoricamente finirà a metà ottobre; ma a settembre potrebbe chiedere una proroga. In ogni caso, per il condominio i tempi sono stretti: a ottobre difficilmente si troverà un’altra impresa che finisca i lavori entro gennaio 2018 e, se non sarà finita almeno il 70% dell’opera, si perderà il contributo da quasi un milione di euro.

Il rischio concreto è che la coop Centro Sociale, che opera in ambito sociale e senza fini di lucro, sia travolta dal contenzioso. A meno che qualcuno non intervenga. «L’impasse è superabile se un’impresa privata si fa avanti, accettando di eseguire i lavori e di essere pagata a cantiere concluso. Rivolgiamo un appello di questo tipo», dichiara l’avvocato. C’è poi il canale istituzionale: ottenere una deroga da parte della Regione, un iter arduo e incerto.

«Come sindaco e anche socio della coop, sono al corrente della procedura in atto, ma questa è una iniziativa privata e il Comune non ha potere di intervento – commenta il sindaco Lucio Malavasi –. Posso solo sperare che la vicenda finisca presto. L’auspicio è che la giustizia corra veloce e si possano riprendere i lavori quanto prima. Oggi siamo in mezzo a una causa legale, ma i cittadini non staranno con le mani in mano: sono tanti i volontari che si prodigheranno per aiutare il centro sociale a ripartire». (am.p)

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