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I venti profughi lasciano i container

di Giuseppe Boi
I venti profughi lasciano i container

Vivranno in appartamenti gestiti dalla Dimora d’Abramo. Il sindaco: «Si stanno integrando grazie ai nostri ragazzi»

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SAN MARTINO IN RIO. L’emergenza non è ancora conclusa, ma un primo passo importante è stato fatto. I venti richiedenti asilo ospitati a San Martino in Rio lasciano i container per andare a vivere in case vere. Oggi alle 11, nella sala del municipio, il sindaco Paolo Fuccio, il vice prefetto Alessandra de Notaristefani di Vastogirardi e Luigi Codeluppi (presidente della cooperativa Dimora d’Abramo) daranno il via al piano di accoglienza diffusa. «L’unico sistema che dà certezza di integrazione e pacifica convivenza. Anche se a San Martino abbiamo fatto passi importanti sul tema integrazione soprattutto grazie a un gruppo di 16enni», spiega il primo cittadino.

L’emergenza profughi a San Martino è cominciata lo scorso 27 maggio. In quella data sono arrivati nel paese della Bassa quattordici richiedenti asilo. Un numero cresciuto fino a venti nei giorni successivi. Pochi dubbi sul fatto che si trattasse di persone bisognose di aiuto e accoglienza. A chi li ha conosciti è bastato guardarli negli occhi per capire la sofferenza che hanno vissuto: il lungo e pericoloso viaggio dall’Africa centro-occidentale era un incubo fisso nelle loro parole e nei loro ricordi.

In un primo momento sono stati alloggiati, solo per dormire, in alcuni prefabbricati in un parcheggio deserto situato in fondo a via Magnanini. Una soluzione d’emergenza che, tuttavia, per i venti richiedenti asilo significava essere ancora in vita. Nulla in confronto a quanto li ha portati qui in Italia per scappare da conflitti, violenze e povertà. «Una realtà di sofferenza vera che non è sfuggita ai più giovani – racconta Paolo Fuccio –. I primi sammartinesi a rompere il ghiaccio sono stati dei ragazzi del 2001. Cominciate le vacanze scolastiche, sono andati a visitarli tutti i giorni».

Una frequentazione che si è rivelata particolarmente utile per entrambi: «I profughi parlano molto bene l’inglese – racconta ancora il sindaco – e i nostri ragazzi ne hanno approfittato per esercitarsi con la lingua straniera». Dalle chiacchierate in lingua inglese alle partite di calcio, il passaggio è stato breve. «In poco tempo la Sammartinese calcio ha fornito ai profughi magliette e quant’altro necessario per giocare, mentre tanti concittadini hanno donato dei palloni», spiega sempre Paolo Fuccio.

Insomma, San Martino sembra lontana dalle tensioni che si vivono in altre realtà. E da oggi l’accoglienza dei profughi farà un altro passo avanti. I richiedenti asilo infatti lasceranno i container per andare a vivere in casa vere e, soprattutto, non confinate nella zona industriale ma nel centro del paese. I primi quattro potrebbero essere trasferiti già nella giornata odierna. Ma non è tutto: dal primo di settembre i migranti saranno impegnati in lavori socialmente utili. Grazie a una convenzione con l’Auser si occuperanno del verde pubblico. E sempre alla fine dell’estate partiranno i corsi di scolarizzazione: «La Dimora d’Abrano ha trovato un insegnante disponibile – conclude Fuccio –. Quando impareranno l’italiano il processo di integrazione sarà ancor più facile».

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