Gazzetta di Reggio

Reggio

In chat la “spiegasiòun” delle migrazioni epocali

dalla prima
In chat la “spiegasiòun” delle migrazioni epocali

Su Facebook il dialogo-scontro tra il sindaco di Reggio Vecchi e il leghista Melato In sette battute profughi, sicurezza, diamanti in Tanzania e alcol in zona stazione

3 MINUTI DI LETTURA





D’un lampo il leghista Melato ha dichiarato la mobilitazione. Ha risposto a Vecchi con un’ulteriore domanda: “Chi ha causato problemi Sig. Sindaco?”. Il salvinista si riferiva alla concentrazione in zona stazione dei maggiori problemi di ordine pubblico con gli stranieri protagonisti, e alla loro prevenzione, perciò alle responsabilità del Comune. Da qui il battibecco che proponiamo nello screenshot.

Che cosa c’entra questa disputa con l’inchiesta? C’entra: esibisce nuda e cruda la postura dei partiti e le chiavi del dibattito politico sul grande calderone in cui si trovano immersi immigrazione, accoglienza, sicurezza, troppo-pieno, propagande e conflitti nostrani. Vi caldeggio la lettura della seguente analisi critica del confronto Vecchi-Melato. Cioè l’ermeneutica, che in reggiano stretto si traduce in spiegasiòun (così ci capiano tutti):

BIMBI E TROLL

Strano capovolgimento di tensione. Mentre il leghista aggancia il sindaco con un piglio neanche tanto leghista, il sindaco risponde con un dribbling. Dice a Melato di non fare il bambino. E gli dà una strigliata politica dall’alto della tradizione comunista-pidiessina-diessina-pidì: “Sei il segretario della Lega Nord non un troll”. Quest’ultima creatura nel linguaggio Internet è un soggetto che interviene fuori tema e fa provocazione; nelle leggende nordiche è l’uomo dei boschi. Vecchi spara sul passato, tira fuori i diamanti della Tanzania, accusa Melato di difendere l’ex tesoriere Belsito.

PUNTI DEBOLI

Il sindaco mette all’angolo Melato il quale soltanto con i commenti successivi a strascico verrà difeso con il contrattacco contro Pd, accoglienza e governo.

APLOMB

Strano ma vero, tra i due a conservare maggiore aplomb istituzionale è proprio il leghista, che invece dovrebbe (sul tema) rumoreggiare, ruspare, mandare tutti a casa o a casa loro. È invece il primo cittadino a profittare, come se la domanda di Melato sul suo profilo Facebook fosse un’invasione militare, anzi no, digitale.

CORTESIE

“Le faccio i miei complimenti”, “Ti saluto cordialmente”, “La saluto anche io…”, “Vuoi un aiuto”. Le carinerie a doppio taglio che i due interlocutori si scambiano forniscono un’idea del clima.

SCHELETRI NORDISTI

Probabilmente sono i riferimenti al passato leghista (diamanti della Tanzanzia, l’ex tesoriere Belsito) a prendere in contropiede il formale Melato il quale, infatti, rileva che nelle affermazioni del sindaco non c’è formalità. Presa d’atto eccentrica per un uomo di prima fila della Lega locale. Pretende formalità, su Facebook.

NERVI SCOPERTI

Il sindaco pare essere suscettibile al tema stazione, al problema migranti, all’allarme sicurezza. Ed è anche pronto e bene armato. Pure quando evoca che fu il ministro dell’Interno leghista-formale Maroni a sottoscrivere la Convenzione di Dublino che prevede sia il Paese d’arrivo quello che gestisce la richiesta d’asilo dei profughi (e quindi li accoglie e se li tiene). Vecchi abbandona, qui, la comprensione retorica dell’ “accogliamoli tutti” con un secco “regolarizzò in un colpo solo 800mila clandestini”. Per la prima volta il termine censuratissimo, bandito dalla lessicografia della sinistra e cattolico-progressita “clandestini” trapela come sinonimo di profughi. Lapsus?

ITALIANO IN BARCA

Mentre Vecchi sembra districarsi con il lessico, le abbreviazioni, i periodi brevi e finali ad effetto (c’è scuola di partito), Melato incespica nell’italiano con un esito straordinario. Dice al sindaco: “Io non capisco perche’ continua a parlare di altro. Mi sembra che la mia domanda e’ chiara…”. Lingua nordista?

INCOMPIUTA

Il dialogo tra Vecchi e Melato si tronca. Ma procede con l’intervento di diverse persone. Chi si stacca dalla discussione è proprio il titolare del profilo, il sindaco. A un certo punto Marzia Morini chiede: “Ma Vecchi è sparito?”.

Stefano Scansani

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google