«L’assenza dei brescellesi è uno scandalo»
Il Gruppo di discontinuità sulla manifestazione delle Agende Rosse: «È ora di mettersi in gioco»
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BRESCELLO. La manifestazione che si è svolta domenica in piazza Matteotti a Brescello ha diviso il paese. Se da un lato sono stati numerosi i manifestanti del gruppo “Agende Rosse” (provenienti da varie zone del Nord Italia), dall’altro è emersa la “rumorosa” assenza dei cittadini brescellesi: sono stati pochissimi quelli che hanno partecipato alla manifestazione.
Tra questi, i componenti del “Gruppo di discontinuità”, attivo da mesi dopo lo scioglimento del Comune e fondato da Paolo Monica e dalla moglie Lorella Galli. «Il Gruppo di discontinuità di Brescello – scrivono in una nota – era presente in occasione del 25esimo dall’uccisione di Paolo Borsellino e la sua scorta. Una manifestazione che ha senz’altro toccato il cuore e la mente dei presenti per ciò che questo ricordo porta con sè. Allo stesso modo ci ha toccato il cuore e la mente, l’assenza totale dei cittadini di Brescello e ci siamo chiesti come ciò sia stato possibile, di fronte ad un’iniziativa così importante. Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino, le loro scorte e tanti altri sono stati uccisi dalla mafia perché la combattevano. Noi del Gruppo di discontinuità ci siamo chiesti come sia possibile non stare dalla loro parte e come si possa disertare un’iniziativa così necessaria per non dimenticare».
«Dobbiamo ricordare ancora una volta – proseguono Monica e Galli – che il Comune di Brescello è stato il primo dell’Emilia Romagna ad essere sciolto per forme di ingerenza della criminalità organizzata? Ciò significa che la mafia è presente anche qui. Ciò significa che come cittadini abbiamo il dovere di schierarci, di essere attivi, di essere protagonisti e di dire a voce alta: “noi la mafia non la vogliamo”. L’indifferenza dei cittadini brescellesi rischia di diventare uno scandalo, perché queste persone abdicano alla loro coscienza. Noi del Gruppo di discontinuità non abdichiamo alla nostra battaglia per riuscire a riappropriarci dei valori che la mafia in tutto il mondo cancella: legalità, democrazia, libertà. Non abbiamo bisogno di tutti, ma di “tanti”. E’ ora che i “tanti” si mettano in gioco se non si vogliono sentire responsabili di essere stati alla finestra ad aspettare che l’acqua passasse».
«Non rinunciamo a sperare – concludono – che la stragrande maggioranza dei cittadini onesti di Brescello arrivi prima o poi a comprendere che non è sufficiente ritenere di essere dalla parte della legalità senza dimostrarlo con la partecipazione attiva».
Tra questi, i componenti del “Gruppo di discontinuità”, attivo da mesi dopo lo scioglimento del Comune e fondato da Paolo Monica e dalla moglie Lorella Galli. «Il Gruppo di discontinuità di Brescello – scrivono in una nota – era presente in occasione del 25esimo dall’uccisione di Paolo Borsellino e la sua scorta. Una manifestazione che ha senz’altro toccato il cuore e la mente dei presenti per ciò che questo ricordo porta con sè. Allo stesso modo ci ha toccato il cuore e la mente, l’assenza totale dei cittadini di Brescello e ci siamo chiesti come ciò sia stato possibile, di fronte ad un’iniziativa così importante. Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino, le loro scorte e tanti altri sono stati uccisi dalla mafia perché la combattevano. Noi del Gruppo di discontinuità ci siamo chiesti come sia possibile non stare dalla loro parte e come si possa disertare un’iniziativa così necessaria per non dimenticare».
«Dobbiamo ricordare ancora una volta – proseguono Monica e Galli – che il Comune di Brescello è stato il primo dell’Emilia Romagna ad essere sciolto per forme di ingerenza della criminalità organizzata? Ciò significa che la mafia è presente anche qui. Ciò significa che come cittadini abbiamo il dovere di schierarci, di essere attivi, di essere protagonisti e di dire a voce alta: “noi la mafia non la vogliamo”. L’indifferenza dei cittadini brescellesi rischia di diventare uno scandalo, perché queste persone abdicano alla loro coscienza. Noi del Gruppo di discontinuità non abdichiamo alla nostra battaglia per riuscire a riappropriarci dei valori che la mafia in tutto il mondo cancella: legalità, democrazia, libertà. Non abbiamo bisogno di tutti, ma di “tanti”. E’ ora che i “tanti” si mettano in gioco se non si vogliono sentire responsabili di essere stati alla finestra ad aspettare che l’acqua passasse».
«Non rinunciamo a sperare – concludono – che la stragrande maggioranza dei cittadini onesti di Brescello arrivi prima o poi a comprendere che non è sufficiente ritenere di essere dalla parte della legalità senza dimostrarlo con la partecipazione attiva».
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