Gazzetta di Reggio

Reggio

Le 24 ore tipo dei richiedenti asilo

di Leonardo Grilli
Le 24 ore tipo dei richiedenti asilo

Pulizia della casa, sport, lavoro e scuola: ecco cosa fanno i migranti a Reggio

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Non fanno nulla tutto il giorno, li vedo sempre a bivaccare, ma non dovrebbero essere impegnati in qualche attività? Quando si parla di richiedenti asilo sono queste alcune delle frasi che si sentono ripetere più spesso e così, in questa inchiesta sulla gestione dell’accoglienza a Reggio Emilia, ci è sembrato opportuno verificare anche questi assunti.

Scoprendo che sono falsi, almeno il più delle volte. Se infatti i tempi morti, in cui i migranti sono lasciati liberi di svagarsi come meglio credono, inevitabilmente ci sono, la giornata tipo del profugo che risiede nel reggiano è scandita da una lunga serie di impegni.

Una distinzione fondamentale per capire la quotidianità dei richiedenti asilo è quella fra prima e seconda accoglienza. La prima fase si avvia dal momento dello sbarco e generalmente dura fintanto che non sono concluse le procedure di identificazione e avvio della domanda di asilo. È in questo lasso di tempo, spesso di tre o quattro mesi, che il migrante dorme in albergo e oltre ai pasti e a qualche incontro può fare poco altro.

Quando si passa nella seconda accoglienza, invece, entrano nel vivo tutte quelle misure che devono favorire l’integrazione del richiedente asilo nella comunità. A questo punto i profughi sono sistemati in appartamenti, si cucinano i pasti da soli e devono provvedere alla pulizia e al mantenimento del decoro personale e dell’immobile in cui risiedono. Dopo la colazione, spesso in mattinata, avvengono gli incontri quotidiani con gli operatori, quasi sempre all’interno degli stessi appartamenti in modo da verificarne anche le condizioni.

Durante queste assemblee, singole o di gruppo a seconda delle esigenze, si fa il punto sull’andamento del progetto di integrazione, si ascoltano le richieste dei migranti e se necessario si apportano delle modifiche alle attività. Ogni richiedente asilo, poi, almeno tre volte alla settimana è impegnato in attività scolastiche per apprendere la lingua italiana. Un percorso previsto dalla legislazione vigente per insegnare loro la storia del nostro Paese, i nostri usi e costumi, le nostre leggi e prepararli al colloquio con la commissione territoriale che dovrà decidere se accogliere o meno la richiesta di asilo.

A seconda delle competenze e dei loro interessi vengono quindi dirottati su diverse attività. Quella più richiesta, fra gli uomini, è ovviamente il calcio e infatti molti migranti sono iscritti a società sportive reggiane. Altri, a cadenza settimanale, si occupano invece di volontariato, seguono dei tirocini formativi all’interno di realtà lavorative del territorio o frequentano corsi di formazione professionale. Una decina di migranti, addirittura, si occupa di musica e teatro. Dove fosse necessario è infine garantita anche l’assistenza psicologica, soprattutto a fronte di traumi subiti nei Paesi di origine o durante il viaggio.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google