Patto “matildico” con Florenville
Il Comune di Canossa stringe un rapporto di amicizia con la cittadina del Belgio
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CANOSSSA. Patto d’amicizia tra Canossa e Florenville nel segno di Matilde. Nei giorni scorsi una delegazione, capitanata dal sindaco Luca Bolondi, ha visitato la cittadina belga che ospita l’abbazia di Notre Dame d'Orval. Un luogo lontano 900 chilometri, ma matildico al cento per cento: il monastero cistercense fu fondato proprio da Matilde di Canossa durante il suo soggiorno in Lorena come sposa di Goffredo il Gobbo.
Al viaggio, promosso dal Comune, ha partecipato una delegazione di Canossa e Quattro Castella. Tra i presenti anche l’Associazione amici di Matilde e del castello di Bianello. La visita è stata organizzata in occasione di una tre giorni di eventi musicali e culturali a tema matildico. Gli scorsi 27, 28 e 29 del mese di luglio si sono tenuti a Florenville “Les nocturnes d’Orval”, proprio per celebrare Matilde di Canossa.
«Il mito persiste, la storia ritorna e si attualizza in rapporti internazionali a sfondo culturale e di interscambio», è il commento di Donatella Jager Bedogni, presidentessa dell’Associazione amici di Matilde e del castello di Bianello, al patto di amicizia con Florenvile. «È quello che si era sempre auspicata Matilde – sottolinea ancora la Bedogni –: donna famosa e icona storica, che aveva dedicato la sua vita alla realizzazione di fatti concreti, simbolo di vita attiva. Una buona indicazione anche per il presente».
Il viaggio in Belgio ha permesso ai reggiani anche di apprezzare la famosa birra trappista dei monaci cistercensi, una delle otto migliori d’Europa. Anche la bevanda ha un diretto riferimento matildico: nel logo è infatti presente una trota con una fede. Secondo la leggenda medievale, fu proprio una trota a restituire alla grancontessa Matilde la fede nuziale che aveva smarrito, forse intenzionalmente, nelle acque del fiume che oggi sono uno dei “segreti” della birra trappista.
Un ulteriore motivo per siglare un patto di amicizia con questi luoghi tanto vicini al mito matildico.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Al viaggio, promosso dal Comune, ha partecipato una delegazione di Canossa e Quattro Castella. Tra i presenti anche l’Associazione amici di Matilde e del castello di Bianello. La visita è stata organizzata in occasione di una tre giorni di eventi musicali e culturali a tema matildico. Gli scorsi 27, 28 e 29 del mese di luglio si sono tenuti a Florenville “Les nocturnes d’Orval”, proprio per celebrare Matilde di Canossa.
«Il mito persiste, la storia ritorna e si attualizza in rapporti internazionali a sfondo culturale e di interscambio», è il commento di Donatella Jager Bedogni, presidentessa dell’Associazione amici di Matilde e del castello di Bianello, al patto di amicizia con Florenvile. «È quello che si era sempre auspicata Matilde – sottolinea ancora la Bedogni –: donna famosa e icona storica, che aveva dedicato la sua vita alla realizzazione di fatti concreti, simbolo di vita attiva. Una buona indicazione anche per il presente».
Il viaggio in Belgio ha permesso ai reggiani anche di apprezzare la famosa birra trappista dei monaci cistercensi, una delle otto migliori d’Europa. Anche la bevanda ha un diretto riferimento matildico: nel logo è infatti presente una trota con una fede. Secondo la leggenda medievale, fu proprio una trota a restituire alla grancontessa Matilde la fede nuziale che aveva smarrito, forse intenzionalmente, nelle acque del fiume che oggi sono uno dei “segreti” della birra trappista.
Un ulteriore motivo per siglare un patto di amicizia con questi luoghi tanto vicini al mito matildico.
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