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Strage, reggiani a Bologna in cerca di verità e giustizia

Strage, reggiani a Bologna in cerca di verità e giustizia

Gonfaloni e istituzioni ieri alla 37esima commemorazione del 2 agosto 1980

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REGGIO EMILIA. Trentasette anni di attese, di tensioni, di «attesa della verità». Ieri mattina alla stazione di Bologna si sono tenute le commemorazioni ufficiali per il 37esimo anniversario della strage del 2 agosto 1980, uno dei punti più sanguinosi , cupi e ancora misteriosi – nonostante le condanne a diversi neo-fascisti considerati autori materiali – della storia repubblicana. Uno dei picchi della strategia tensione, costata la vita a 85 persone. Fra le loro due reggiani, omaggiati con una massiccia presenza di istituzioni e associazioni della nostra provincia.

Vittorio Vaccaro e Eleonora Geraci. Il 24enne Vittorio, residente a Dinazzano di Casalgrande, aveva accompagnato la 46enne mamma Eleonora, di Arceto di Scandiano. I due erano andati in automobile a Bologna, per prendere una parente arrivata quel giorno in treno dalla Sicilia per una vista. Mentre si trovavano in attesa nel piazzale principale, quello dove è stato costruito il celebre monumento in ricordo, vennero travolti dal devastante botto che distrusse gran parte degli edifici.

Vittorio, dipendente della ceramica Sassol-art di Casalgrande, si era sposato giovanissimo con Adele Incerti, all’epoca 22enne, con cui aveva avuto la figlia Linda, che nel 1980 aveva solo 4 anni. A Bologna, coi gonfaloni comunali, erano presenti i sindaci di Casalgrande e Scandiano Alberto Vaccari e Alessio Mammi, il presidente della Provincia Giammaria Manghi, il sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro, il vicesindaco reggiano Matteo Sassi e rappresentanti Cgil e Auser. Sono poi stati organizzati dei momenti di lettura e piccoli omaggi individuali alle vittime della strage, e fra i lettori coinvolti vi erano anche due reggiani, il docente Daniele Castellari e la giovane Camilla Vecchi, che hanno ricordato rispettivamente le storie di due vittime, Maria Antonella Trolese e Katia Bertasi.

La cerimonia ufficiale ha visto i consueti contrasti che sul tema separano da decenni l’associazione dei famigliari delle vittime e il Governo. Nei giorni scorsi c’erano state polemiche con la magistratura, ieri i parenti sono usciti dall’aula dei discorsi al momento dell’intervento del ministro all’Ambiente Gian Luca Galletti, fra l’altro bolognese.

Dopo la fase formale i gruppi reggiani hanno assistito alle letture per le due vittime della zona ceramiche, mamma e figlio, Vittorio ed Eleonora. «Senza la completa verità non ci sarà vera giustizia. Voglio ricordare Eleonora e Vittoria e mando un forte abbraccio ai famigliari a nome di tutta la nostra comunità. Che ancora una volta non dimentica e chiede a gran voce verità. Perché, oltre agli autori materiali, occorre individuare e punire i mandanti. Tuttora ignoti. Quando sarà fatta piena luce su questa e sulle altre pagine buie della storia repubblicana potremo definire l’Italia un Paese compiutamente democratico», riflette il sindaco scandianese Mammi.

Il pensiero del casalgrandese Vaccari va alle «decine di famiglie distrutte dal dolore, intere comunità sconvolte, tutto un paese ammutolito ed allibito. Da allora, incessantemente, ogni anno, la comunità di Casalgrande non ha mai smesso di stringersi alla famiglia di Vittorio Vaccaro, il nostro concittadino scomparso in quella straziante tragedia». (adr.ar.)

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