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Troppi arrivi: spazio per nuovi concorrenti

Troppi arrivi: spazio per nuovi concorrenti

Le due cooperative sociali in campo non riescono a coprire la quota di accoglienza per 2.300 migranti

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REGGIO EMILIA. L’arrivo dei migranti non viene coperto dall’offerta di sistemazioni. La Dimora d’Abramo e L’Ovile, infatti, non sono in grado di coprire la quota di 2.300 migranti da ospitare secondo la richiesta della prefettura. Questo lascia spazio potenziale per chi volesse inserirsi nel comparto. Ma non basta avere una casa vuota per fare accoglienza. Servono educatori, mediatori sociali, impiegati e chi più ne ha più ne metta. I paletti messi nel ghiotto bando per l’accoglienza dalla prefettura di Reggio in nome e per contro del ministero dell’Interno, prevedono requisiti precisi. Ecco che la concorrenza tra cooperative rosse e bianche in fatto di accoglienza si è giocata tutta qui: c’è chi aveva l’esperienza e una pratica collaudata e chi, pur operando nel sociale, si è specializzato in altri comparti, come l’assistenza agli anziani e di persone in disagio. Il comparto legato ai profughi - dietro ai quali si cela una tragica migrazione da terre martoriate da guerre e povertà - è in forte crescita così come i fatturati delle coop reggiane. Pur parlando di emergenze la prospettiva di crescita resta di lungo periodo, con incassi certi - anche se ritardati - perché il pagatore dei 35 euro a migrante è lo Stato italiano, che per definizione non può fallire. Difficile, come detto in premessa, che nel breve periodo si possano avvicinare delle start-up, società di nuova costituzione, o costole di altre coop sociali. La tradizione la fa da padrone. La Dimora d’Abramo esiste da circa 40 anni. La cooperativa L’Ovile è nata invece nel 1993 dagli ospiti della Comunità di don Daniele Simonazzi a Pratofontana, il prete degli ultimi. Fondata da alcune persone in condizione di svantaggio sociale, si ispira ai principi della condivisione evangelica. La coop non si rivolge al servizio di una categoria di persone, ma a chiunque si trovi in stato di bisogno ma la crescita della cooperativa ha accompagnato una evoluzione nei servizi, strutturati in settori più complessi e qualificanti, come l’accoglienza dei migranti. Le coop ispirate al mondo socialista si sono invece dedicate primariamente alla creazione di lavoro e di grandi aziende che fanno anche concorrenza alle società di capitale. (e.l.t.)

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