Gazzetta di Reggio

Reggio

“Banda delle ville” messa in fuga

I carabinieri hanno sequestrato a Gavassa un’Audi e un kit con attrezzi da scasso

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REGGIO EMILIA. Sventata nella notte tra mercoledì e ieri, grazie a segnalazioni dei cittadini al 112, quella che poteva essere una vera e propria razzìa nelle abitazioni di Gavassa. E che all’opera ci fosse una “banda delle ville” si evince dal fatto che i carabinieri hanno sequestrato, oltre ad un’auto abbandonata, un vero e proprio kit dotato di attrezzi da scasso, indumenti da travisamento e ricetrasmittenti per le comunicazioni tra i ladri durante i furti.

Sono le 2 di notte quando da via Paracelso parte una telefonata al 122: un residente, allarmato da rumori telefona ai carabinieri del nucleo radiomobile di Reggio Emilia che intervengono a sirene spiegate mettendo in fuga tre ladri costretti ad abbandonare l’Audi 4 in loro possesso e proseguire la fuga a piedi. Che i tre malviventi appiedati dai carabinieri appartenessero ad una batteria appartenente al più nutrito e famigerato popolo della banda delle ville, che agisce nottetempo rubando nelle private abitazioni, è stato rivelato dal rinvenimento del kit in uso a tali malviventi costituito non solo da strumenti da scasso (cacciaviti, piedi di porco e tenaglie) ma anche da accessori per il travisamento (cappellini di lana e passamontagna), apparati per la comunicazione sicura durante i furti (ricetrasmittenti con auricolari) nonché varie scatole vuote in origine contenenti preziosi, probabilmente asportati duranti analoghi furti magari in altre province dove peraltro è risultata essere stata rubata l’Audi A4 recuperata dai carabinieri, rubata durante analogo furto in abitazione la notte dello scorso 22 luglio a Modena.

Un recupero fruttuoso quello dell'autovettura secondo i Carabinieri non solo sotto l’aspetto economico, alla luce del valore della macchina, ma anche sotto quello investigativo. Al riguardo sull'autovettura e sugli strumenti da scasso sequestrati nel mezzo i carabinieri hanno proceduto ai dovuti rilievi per cercare di trovare anche in sede scientifica una svolta investigativa in quanto gli operanti hanno proceduto all’esaltazione delle impronte digitali che verranno inviate al Reparto Investigazioni Scientifiche Carabinieri di Parma per le indagini di comparazione con i soggetti pregiudicati censiti in Banca Dati.



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