Gazzetta di Reggio

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Blitz della polizia nella casa dello spaccio

di Leonardo Grilli
Blitz della polizia nella casa dello spaccio

Arrestati dalla squadra mobile due nigeriani. Nel loro appartamento in viale IV Novembre un etto di eroina e 25mila euro

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REGGIO EMILIA. Stava confezionando in tutta tranquillità le dosi di eroina pronte per essere vendute, credendo di essere sicuro dentro il suo appartamento. Quando, all’improvviso, si è trovato davanti gli uomini dell’antidroga della Mobile reggiana con le manette pronte. È stato un blitz degno di un film hollywoodiano quello concluso mercoledì pomeriggio in zona stazione dagli agenti della questura. Un’operazione che ha permesso di arrestare due spacciatori nigeriani e di sequestrare 93 dosi di droga, 25mila euro in contanti oltre a una decina di cellulari utilizzati per mantenersi in contatto con migliaia di clienti.

La perquisizione è nata da alcuni controlli in borghese effettuati dall’antidroga. È durante questi pattugliamenti che gli agenti hanno notato uno strano viavai di reggiani, noti come regolari assuntori di sostanze stupefacenti, da un civico di viale IV novembre. La conferma che in quel palazzo si stesse svolgendo qualcosa di irregolare è infine arrivata quando i poliziotti hanno fermato un cliente appena uscito dalla palazzina: in suo possesso due dosi di eroina appena comprate. Così gli agenti si sono fatti spiegare dall’uomo le modalità con cui avveniva la compravendita, si sono fatti descrivere le sembianze del fornitore e hanno atteso. Finché, poco dopo, dallo stesso portone non è uscito proprio uno dei due spacciatori che è stato bloccato e perquisito. Con sé aveva altre quattro dosi di eroina e, soprattutto, le chiavi dell’appartamento di viale IV Novembre.

Grazie a questo appostamento l’antidroga è potuta entrare nella casa dove abitavano i due senza farsi scoprire dal secondo nigeriano. Si tratta di un appartamento dove vivono quattro persone suddivise in altrettante stanze, ognuna chiusa a chiave. Una delle sistemazioni tipiche dei migranti nigeriani. Così, una volta entrati, i poliziotti hanno trovato l’altro uomo mentre era impegnato a confezionare una dose di eroina. Entrambi sono quindi stati arrestati e si trovano ora in carcere, in attesa della convalida che si svolgerà oggi.

Si tratta di Uche Osita, classe ’85, richiedente asilo con pratica rigettata a Bari, e di Elemamba Toeddeus, 33 anni, a cui era stato negato il permesso di soggiorno per motivi umanitari ma ancora con la possibilità di presentare ricorso. Nell’alloggio dei due gli agenti hanno quindi trovato 93 involucri di eroina per un peso totale di circa un etto, tutto il materiale per il confezionamento delle dosi, otto cellulari, due tablet e 25.565 euro provenienti dall’attività di spaccio.

La chiave per il proseguio delle indagini potrebbero essere proprio i telefonini contenenti migliaia di contatti di clienti, tanto che anche durante la perquisizione continuavano a squillare in continuazione. «In tre anni che sono qui a Reggio Emilia – ha spiegato il dirigente della squadra mobile, Guglielmo Battisti – è la prima volta che sequestriamo questa tipologia di eroina. Viene chiamata “thailandese”, è di colore bianco ed è molto pregiata e ricercata. Il suo principio attivo infatti, se le analisi lo confermeranno, è molto più potente e abbiamo ragione di ritenere che lo spaccio di questo tipo di sostanza qui sia appannaggio esclusivo dei nigeriani, che ne detengono il monopolio».

Una circostanza che testimonia come la malavita di quella nazionalità si stia sempre più rafforzando. «È sicuramente un salto di qualità per i nigeriani – prosegue il dirigente – fino ad ora avevamo fermato solo piccoli delinquenti con poche dosi addosso, principalmente cocaina o marijuana. Ora siamo riusciti a risalire la filiera dello spaccio e smantellare il luogo dove avveniva il confezionamento e lo stoccaggio. Positivo è anche il sequestro del denaro: questo significa che stiamo riuscendo a sottrarre molti soldi agli spacciatori».

Leonardo Grilli

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